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100 Storia dei Mille narrata ai giovinetti

naro, e il Governo aveva mandato ordini alla flotta «d’impedire a ogni costo lo sbarco dei filibustieri; di respingere con la forza; di catturare i legni.» Poi erano stati quattro giorni d’angoscia mortale. E ora lo sbarco era avvenuto! Ma ancora assai che l’invasore era andato a mettersi dal punto più lontano dalla Capitale! Tempo e spazio a schiacciarlo non sarebbe mancato. Pure il colpo era tremendo.

Ancor più tremendo il colpo doveva essere sentito a Palermo, dove il luogotenente del Re, principe di Castelcicala, e i generali e l’esercito avevano così vicino l’uomo temuto. Chi sapeva mai in quale trambusto era la gran città, se anche la popolazione era già venuta a conoscere che il Garibaldi annunziato da Rosolino Pilo stava in Sicilia davvero?

Intanto a Marsala bisognava vegliare. Potevano giungere nella notte numerose truppe da Trapani, da Sciacca, dal mare; e l’impresa garibaldina, così ben riuscita nella traversata e nello sbarco, finire là in quella piccola città come già quella di Pisacane a Sapri.

Ma la notte passò tranquilla; verso l’alba furono ritirati gli avamposti, raccolte le compagnie e tutto approntato per la prima marcia verso l’interno.


In marcia.


Alla chiamata non mancava neppure un uomo. Ed era naturale. Ognuno sentiva in sé il pericolo di rimaner isolato; ognuno, per quanto piccolo, aveva coscienza della propria responsabilità. Quasi staccati dal mondo, ridotti per dir così in un campo chiuso dove erano discesi a