Pagina:Storia del Collegio Cicognini di Prato.djvu/47

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perchè il Provveditore generale dello studio e la maggior parte degli scuolari non vollero accettare la sua rinunzia, dovette aspettare la grazia di S. A. Serenissima, la quale venne.

Nello stesso anno fu ammesso nella famosa Accademia degli Ombrosi; nel 1611 fu fatto consigliere della Nazione Toscana per le Terre: nel 1612 venne addottorato, e nell’anno seguente ebbe dai Canonici di Prato il legato pio di due scudi il mese per due anni per andare a Roma.

Partì il 18 ottobre 1613 da Prato con Pietro Chiarino procaccia per Roma al fine di attendere colà alla professione delle leggi o alla Corte; e dopo sette giorni di viaggio entrò nella città eterna.

Nella giovane età di ventitre anni il Cicognini trovassi adunque innanzi ai vetusti monumenti della Roma cesarea, e in mezzo agli sfarzi e ai rumori della Roma papale. Quantunque abbia egli scritto molte lettere delle quali non poche sopravanzano, pure nè da esse lettere, nè da altri documenti apparisce che risentisse forti commozioni nel venire per la prima volta e nell’abitare in una città, entro le cui mura dovevano in allora concorrere, diffondersi, muover quasi tempesta pensieri, passioni e gusti d’ogni sorta. Erano i tempi nei quali vivevano o avevano appena cessato di vivere Clemente VIII e Paolo V, Filippo III e il Richelieu, Fra Paolo Sarpi e il Bellarmino, Galileo e il Marini. Quale tumulto pertanto di idee e quale strepito di interessi, di partiti, di