Pagina:Storia della geografia (Luigi Hugues) - 2.djvu/10

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sommo grado le commistioni di famiglie etnograficamente diverse, sia perchè quelle rimaste in paese non potevano, per la poca forza numerica, opporre grave ostacolo alla introduzione di elementi stranieri, sia perchè gli emigrati venivano necessariamente a porsi in contatto con popolazioni appartenenti ad altri gruppi etnografici.

Un altro importante fatto che accompagna le grandi migrazioni o ne è la conseguenza è, che ben sovente ai popoli emigranti si uniscono, in cammino, altre famiglie. È noto, ad es., che insieme coi Vandali condotti da Genserico giunsero in Africa molti Alani. Così pure, quando nell’inverno dell’anno 406 una delle orde più numerose tra quelle ricordate nella storia delle migrazioni tedesche passò dalla destra alla sinistra del Reno, si sa dagli scrittori di quel tempo che essa si componeva di molte famiglie, tra cui primeggiavano gli Svevi, i Vandali e gli Alani; che alla medesima si unirono poscia i Burgundi, e che più tardi ebbe nuovi rinforzi da altre popolazioni germaniche. Nelle grandi scorrerie dei Mongoli ebbero parte importantissima tutte le famiglie dell’Asia Centrale.

Nelle migrazioni che caratterizzano in grado così eminente la storia dell’Europa nei primi secoli dell’êra cristiana è necessario in fine non perdere di vista la influenza esercitata sulla direzione di quei grandi movimenti dalle condizioni naturali dei diversi paesi, tra cui principalmente la forma del terreno, se piano o montuoso, e le valli dei grandi fiumi, come sarebbero quelle del Danubio e del Reno. Così pure i luoghi in cui si combatterono le più sanguinose e decisive battaglie erano, per così dire, a ciò predestinati dalle loro particolari posizioni, talchè non pochi tra essi acquistarono rinomanza anco maggiore dagli avvenimenti militari di cui furono sovente il teatro in tempi recenti. Valgano, ad esempio, i dintorni di Lützen, le pianure della Fiandra e della Lombardia.

Dai popoli barbari, i quali, di origine asiatica o da lunga pezza stabiliti nell’Europa centrale e settentrionale, irruppero, in diversi tempi, nelle contrade ad occidente del Reno e a mezzogiorno del Danubio, non dobbiamo attenderci alcuna notizia