Pagina:Storia della geografia (Luigi Hugues) - 2.djvu/139

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diamo specialmente debitori di alcune importanti osservazioni di geografia fisica riflettenti la regione Indiana, tra cui, ad esempio, che la stagione delle piogge e quella della siccità coincidono respettivamente col monsone del sud-ovest e col monsone del nord-est; che nell’India minore, cioè nella costa del Belucistan sino all’Indo, cade il limite meridionale della palma a dattero, similmente a quanto afferma l’illustre De Candolle nella sua Geografia botanica, che la coltura della palma dattilifera si arresta all’Indo; che l’arbusto del pepe trovasi solamente nell’India meridionale e manca affatto al Sind, cioè al bacino inferiore dell’Indo.

Fu pure Giordano di Sóverac che propose al pontefice Giovanni XXII di spedire ai Cristiani di Abissinia, ovvero al prete Gianni — come allora chiamavasi il principe che si riteneva discendente in linea diretta da Salomone e dalla Regina di Saba — dei missionari; scegliendo a quest’uopo la via del Mar Rosso del golfo di Aden, anziché quella del Nilo e della Nubia.

Dal Chronicon Boemorum, scritto da Giovanni de’ Marignolli per incarico dell’imperatore e re di Boemia Carlo IV, si hanno informazioni abbastanza minute tanto sul viaggio da Costantinopoli (24 giugno 1339) a Cambalec o Peking (anno 1342), per la via di terra, toccando la Crimea, la città di Sarai sul Volga, la città di Armalec o Almaligh (Kulgia sul fiume Hi) e l’oasi di Chamil, quanto sul viaggio di ritorno da Cambalec ad Ormuz (1346-1351). In questa seconda parte dell’itinerario il Marignolli descrive l’Hoang-ho colle sue città galleggianti, i prodotti svariatissimi della paziente ed artistica industria dei Cinesi, la famosa città di Campasy o Quinsay, la città di Columbo (Quillon), nella quale si raccoglie tutto il pepe del mondo.

Una colonna eretta dal grande Alessandro alla punta del conico Dekhan, dirimpetto a Ceylon, segna l’estremità del mondo abitato. Da questo luogo il Marignolli recossi ad un’isola governata dalla famosissima regina Saba; isola identificata da alcuni con Giava, altri, forse con maggior ragione, con una delle Maldive; quindi all’isola di Seyllan (Ceylon) dominata dal monte