Pagina:Storia della geografia (Luigi Hugues) - 2.djvu/33

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Il venerabile Beda (673-735) molto attinse da Isidoro di Siviglia, ma non di rado, colla sua interpretazione astronomica della Storia della Creazione, professa le medesime teorie di Tolomeo, che lo conducono necessariamente ad ammettere la sfericità della Terra.

E l’esistenza degli antipodi è ricisamente affermata, nella prima metà dell’VIII secolo, da Virgilio, vescovo di Salisburgo, come è provato dalla lettera di Papa Zaccaria (741-752) a S. Bonifacio, arcivescovo di Magonza, nella quale il Pontefice proclama perversa ed iniqua la dottrina della rotondità della Terra, e meritevole il suo autore (Virgilio) di essere espulso dal seno della Chiesa e privato dell’abito ecclesiastico1.

Il dottissimo Rabano Mauro, abate di Fulda (secolo VIII), non si dimostra più avanzato de’ suoi contemporanei, giacchè, non sapendo conciliare l’idea dell’orizzonte col detto dell’Evangelio di San Matteo «congregabunt electos ejus a quatuor angulis terrae», conchiude conformemente a Cosma Indopleuste, che la Terra è quadrangolare. Nè diverse da quella di Rabano Mauro sono le teorie di Valfredo Strabone, di Anselmo, di Remigio di Auxerre, di Fredegisio di Tours, ecclesiastici di quei tempi.

8. La Geografia esploratrice. Zemarco e Cosma Indopleuste. — Il periodo del quale ci stiamo occupando è assai povero di viaggi di esplorazione, astrazione fatta dalle peregrinazioni dei missionari, di cui si è trattato più sopra. Gli unici


  1. «De perversa autem, et iniqua doctrina eius, si clarificatum fuerit, ita eum confiteri, quod alius mundus, et alii homines sub terra sint, seu sol et luna, hunc, habito consilio, ab Ecclesia pelle, sacerdotis honore privatum». La grande raccolta del Calvisio (Calvisii antiquae lectiones ad sacrum ordinem digestae) contiene, in uno dei suoi capitoli (De monumentis Salisburgensibus adnotatio), una lettera del Papa Zaccaria a San Bonifacio, nella quale si legge: «Postrema denique erat dissidii causa perversa et iniqua doctrina, qua in Deum et animam peccabat Virgilius, cum doceret Antipodas. Asserebat ille esse homines, qui adversam mundi plagam et alteram hemisphaeram habitarent».