Pagina:Storia della geografia (Luigi Hugues) - 2.djvu/87

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verso oriente, nel che il monaco viaggiatore si accorda con geografi medioevali più antichi, tra cui Isidoro di Siviglia. Le sorgenti del fiume sono poste dal Rubruk nelle Paludes Meotides, le quali si estendono, verso il nord, sino alle rive dell’Oceano. Nella relazione del Carpini le Paludi Meotidi sono identificate coi laghi salati, più estesi forse in quei tempi che in oggi, della steppa a settentrione del Mar Caspio. Dal che si vede che, nel secolo XIII, sotto quel nome non si intendeva per nulla il Mare d’Azov. In quale luogo della Russia si debbano porre le grandi paludi, di cui nella relazione del Rubruk, non è facile stabilire: tuttavia, quando si ponga mente a quanto dicono il Barone di Herberstein-Neiperg, scrittore del sec. XVI, ed Olearius (anno 1696) delle sorgenti del Don, il primo dei quali le mette nell’Ivanosero, lungo 1500 verste e largo altrettanto, il secondo in tre laghi della Russia settentrionale, pare che le Paludi Meotidi si possano identificare colla grande zona lacustre che forma uno dei tratti più caratteristici delle contrade nord-ovest della Russia.

Il fiume Etilia (Volga) aveva, nel luogo in cui venne raggiunto dal Rubruk, una larghezza eguale a quattro volte quella della Senna a Parigi. Esso nasce nella Grande Bulgaria, e, scorrendo direttamente verso mezzodì, si getta, mediante tre grandi rami, in un certo mare, che, da una città persiana situata sulle sue rive, prende il nome di Mare Sirsan (Mar Caspio), nel che il viaggiatore confonde il nome di una provincia (Scirvan) con quello di una città. A guisa del Nilo (in Egitto), il fiume ingrossa durante la state.

A settentrione dell’istmo di Perecop, la porta della provincia Gassaria, si estende la vasta steppa della Russia meridionale, cioè il paese dei Comani, la cui triste uniformità non è interrotta nè da montagne, nè da pietre, nè da foreste. Tutto il paese a settentrione del Mar Nero, del Caucaso e del Caspio sino al mare settentrionale, chiamasi Albania, ed è una parte della Grande Scizia. Il suo limite nord è segnato dal mare e dalle già accennate Paludes Meotides. I distretti meridionali sono abitati dai Tartari, e confinano al nord col paese della

Hugues, Storia della Geografia, II. 6