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96 Storia della Letteratura Italiana.


Siciliane e della Magna Grecia, che in bellezza non cedon punto a quelle di qualchessia nazione.

XXIX. Quindi, come le arti si danno vicendevolmente la mano, e al fiorir di una le altre ancora fiorir si veggono, e giungere alla lor perfezione, non è maraviglia, che Architetti e Scultori chiarissimi fiorissero in queste provincie. E in Sicilia singolarmente sappiamo, che grandiosi e magnifici edificj si innalzarono anticamente. Tra questi voglionsi riporre quelli, di cui favella Diodoro Siculo nell’Olimpiade LXXV. Parla egli120, di molti schiavi fatti da’ Cittadini d’Agrigento, e da essi impiegati a segar pietre; col qual mezzo, egli dice, non solo grandissimi Tempj si fabbricarono agli Iddii, ma sotterranei condotti ancora a votare la Città di acque, opere di sì gran mole, che, benché l’uso, a che serve, sembri spregevole, merita nondimeno di esser veduta. Architetto e soprastante all’opera fu un cotale appellato Feace, il quale per l’eccellenza di tal lavoro ottenne, che tai condotti fossero dal suo nome detti in avvenire Feaci. Un’ampia peschiera ancora a grandissimo costo scavaron gli Agrigentini, che sette stadii avea di circuito, e venti cubiti di altezza, in cui raccogliendo da’ fonti e da’ fiumi vicini gran copia di acque, un vivajo di pesci formarono di utile non meno che di piacer singolare121 .

XXX. Ma sopra ogni altra cosa degno di maraviglia era il tempio, che a Giove Olimpio innalzato aveano i Cittadini medesimi di Agrigento. Ne abbiamo la descrizione presso lo stesso Diodoro, il qual ne parla come di cosa, che al tempo suo stava tuttora in piedi benché le guerre avessero agli Agrigentini impedito di condurlo a fine. La struttura e l’ornamento de’ Tempj, egli dice all’Olimpiade XCIII122 , e di quello singolarmente di Giove, mostra chiaramente la magnificenza degli uomini


(a) De 1 Monumenti antichiffimi, che l’altro di Ercole, che vedevanfi in Tanelle Provincie della Magna Grecia o ranto ; e rammenta alcuni altri famofi furono una volta , o tuttor vi fuflìftono , Scultori natii di quelle Provincie ( ribelle notizie ci ha date il Sig. D. Pietro tende della Coltura delle due Stalle T. h Napoli Signorelli, il quale ricorda fin― p. 36. &c.) golarmente i due colofu, uno di Giove, (0 Lib. XI. n. 255. (a) Lib. XIII. n. 175. Digitized by Google