Pagina:Storia della letteratura italiana - Tomo I.djvu/395

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


essendo attualmente Pretore recavasi spesso alla scuola di Antonio Gnifone10. Così Sallustio e Asinio Pollione onorarono dell’amicizia loro Attejo per la moltiplice erudizione soprannomato il Filologo, da cui anche furono a compilare le loro Storie ajutati11. Così Verrio 207 Flacco fu da Augusto destinato Maestro a’ suoi Nipoti, e chiamato alla Corte a tenervi la sua scuola12. Vidersi anche alcuni di essi sollevati a onorevoli impieghi, come Cajo Giulio Igino e Cajo Melisso, a’ quali fu da Augusto data la cura delle sue Biblioteche. Ove vuolsi di passaggio riflettere, che le opere, che abbiamo sotto il nome di Igino, gli son supposte, come comunemente si crede, e ancorché fossero da lui scritte, non è qui a farne menzione13, poiché secondo alcuni ei fu Spagnuolo, secondo altri Alessandrino14. Maggiore ancor fu l’onore, a cui salirono il sopraddetto Verrio Flacco e Orbilio; perciocché una statua fu ad ambedue innalzata, a quello in Palestrina, detta allora Preneste, a questo in Benevento15. Né onori soltanto ma ricchezze ancora non ordinarie raccolsero alcuni Gramatici dalla loro scuola. Il detto Verrio per l’ammaestramento de’ Nipoti d’Augusto avea ogni anno cento mila sesterzj, ossia due mila cinquecento scudi Romani, e fino a