Pagina:Storia della letteratura italiana I.djvu/201

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perciò qui nel Limbo la mancanza di fede è un semplice accessorio, e l’interesse è tutto nel valore intrinseco dell’uomo, come essere vivo, come forza. Dio ha lo stesso criterio poetico e dà ad alcuni un luogo distinto non per la loro maggiore bontà, ma per la fama che loro acquistò in terra la grandezza dell’ingegno e delle opere.

L’onorata nominanza,
Che di lor suona su nel vostro mondo,
Grazia acquista nel ciel che sì gli avanza.

Concetto poco ascetico e poco ortodosso; ma Dio si fa poeta con Dante e gli fabbrica un Eliso pagano, un Panteon di uomini illustri. E chi vuol trovare le impressioni di Dante, quando alzava questo magnifico tempio della storia e della cultura antica, e le impressioni che ne dovettero ricevere i contemporanei, ricordi le sue impressioni quando giovinetto su’ banchi della scuola gli si affacciarono le maraviglie di questo mondo greco-latino. Aristotile, Omero, Virgilio, Cesare, Bruto, ciascuno di questi nomi, quante memorie, quante fantasie suscitava! Nudo è qui un elenco di nomi tra alcuni tratti caratteristici che segnano i protagonisti, il Signore dell’altissimo canto e il maestro di color che sanno. E colui che a quella vista si sente esaltare in sè stesso e s’incorona poeta con le sue mani e si proclama il primo poeta de’ tempi nuovi, sesto tra tanto senno, e non è il Dante dell’altro mondo, ma Dante Alighieri. Ecco ciò che rende il Limbo così interessante, come il mondo de’ negligenti, due concezioni originalissime uscite da un profondo sentimento della vita reale e rimaste freschissime ne’ secoli. Molti tratti sono ancora oggi in bocca del popolo.

Come l’inferno è concepito e ordinato, lo spiega nel canto XI il poeta stesso, architetto e filosofo delle sue costruzioni. Quel regno del male è partito in tre mondi,