Pagina:Storia della letteratura italiana II.djvu/452

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quadro è lo stesso. Guardate il Cinque maggio. La cornice è una illuminazione artistica, una bell’opera d’immaginazione, da cui non esce alcuna seria impressione religiosa. Il quadro è la storia di un genio rifatta dal genio. L’interesse non è nella cornice, è nel quadro.

Ben presto il movimento teologico diviene prettamente filosofico. Dio è l’Assoluto, l’Idea; Cristo è l’Idea in quanto è realizzata, l’Idea naturalizzata; lo spirito è l’Idea riflessa e consapevole, il Verbo, la trinità teologica diviene la base di una trinità filosofica. Il Dio teologico è l’essere nel suo immediato, il Nulla, un Dio astratto e formale, vuoto di contenuto. Dio nella sua verità è lo spirito che riconosce sè stesso nella natura. Logica, natura, spirito, sono i tre momenti della sua esistenza, la sua storia, una storia dove niente è incomprensibile e arbitrario, tutto è ragionevole e fatale. Ciò che è stato, dovea essere. La schiavitù, la guerra, la conquista, le rivoluzioni, i colpi di Stato non sono fatti arbitrarii, sono fenomeni necessarii dello spirito nella sua esplicazione. Lo spirito ha le sue leggi, come la natura, la storia del mondo è la sua storia, è logica viva, e si può determinare a priori. Religione, arte, filosofia, diritto, sono manifestazioni dello spirito, momenti della sua esplicazione. Niente si ripete, niente muore; tutto si trasforma in un progresso assiduo, che è lo spiritualizzarsi dell’idea, una coscienza sempre più chiara di sè, una maggiore realtà.

In queste idee codificate da Hegel ricordi Machiavelli, Bruno, Campanella, soprattutto Vico. Ma è un Vico a priori. Quelle leggi che egli traeva da’ fatti sociali, ora si cercano a priori nella natura stessa dello spirito. Nasce un’appendice della Scienza Nuova, la sua metafisica sotto nome di Logica, compariscono vere teogonie, o epopee filosofiche, con le loro ramificazioni. Hai la filosofia delle religioni, la storia della filosofia, la fi-