Pagina:Storia della rivoluzione di Roma (vol. I).djvu/34

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24 discorso preliminare

Al congresso di Vienna del 1815, l’Austria contrastava le Legazioni; e le nordiche potenze, conoscendo le sue cupidigie, e temendo che non volesse stendersi troppo in Italia, favorirono la completa restaurazione del papa. Ciò non ostante l’Austria si riservò il lato sinistro del Po, e la cittadella di Ferrara, ad onta dei richiami, e delle proteste del cardinal Consalvi.

Comunque si voglia, salvo piccola sottrazione, il papa riebbe il suo, e la Provvidenza dette tal piega alle cose umane, che le stesse potenze accattoliche furono propizie sostenitrici della cattolica Roma.

Questi fatti recenti eclissano le rimembranza della Lega Lombarda, dell’eroica fermezza di Alessandro III, e del patriottismo dì Giulio II, e dimostrano fino all’ultima evidenza, che il papato fu in ogni tempo l’usbergo morale, e lo scoglio insuperabile che preservarono l’Italia dalla dominazione straniera permanente e completa, e che impedirono ch’essa divenisse tutta intiera sommessa a qualcuno dei potentati, i quali agognavano al suo conquisto per signoreggiarla.

Sofferse è vero l’Italia le incursioni dei barbari, le escursioni dei Normanni e dei Saraceni; le discese degli Spagnoli, dei Francesi e dei Teutoni, ma l’Italia conservò il suo nome, la sua lingua, la sua autonomia; e la sede di Pietro, sostituita a quella dei Romani, imperatori del mondo, stette e starà, e così proverà a tutti che ad essa si debbe la sola protezione efficace, il solo baluardo invincibile, la gloria più incontestabile della nostra cotanto invidiata penisola.

Risulterà quindi dal complesso del nostro lavoro:

l.° Ciò che fece la rivoluzione italiana, e i suoi seguaci per ingannare Pio IX e i Romani;

2.° Ciò che fecero il pontefice e i suoi ministri in principio, per ammansirli e guidarli finchè li credettero innocui;

3.° Ciò che fecero per combatterli quando lì credet-