Pagina:Storia della rivoluzione di Roma (vol. II).djvu/335

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l’occuparsi di migliorar la sorte de’ miseri: se non che l’esperienza ha provato che sottoporre ad organamento il sollievo della classe indigente non porta frutti dissimili da quelli che risultarono quando si volle tentare l’organizzazione del lavoro. L’intervento dell’autorità in simili faccende nuoce e non giova, aumenta bene spesso il numero dei vagabondi, ed aliena molti lavoranti dall’opera.1

Il Santo Padre diresse il 2 giugno una enciclica ai vescovi ed arcivescovi sulla censura canonica dei libri. Essa incomincia così: In sessione X Concilii Lateranensis V. 2

Il giorno seguente 3 divulgò lo stesso Santo Padre un motuproprio sulla legge repressiva della stampa.3

Venne esonerato il 4 giugno da Sua Santità il cardinale Orioli dalla carica di suo segretario di stato e presidente del Consiglio èei ministri, addossandola al cardinale Giovanni Soglia Ceroni vescovo di Osimo e Cingoli.4

Oltre al motu-proprio testè memorato sulla stampa, altri provvedimenti allo stesso oggetto erano stati presi precedentemente. Con tutto ciò la libertà della stampa e quella della parola procedevano siffattamente sbrigliate, che lo stesso ministero laicale trovossi costretto d’inserire nel giornale officiale parole di disapprovazione contro alcuni facondi oratori insigniti del carattere sacerdotale, ch’eransi accompagnati colle milizie. Ciò riferivasi specialmente al padre Gavazzi che ovunque si recava, con quel suo stile goffamente gonfio e di pessimo gusto recitava orazioni e discorsi, e pubblicava relazioni, indirizzi e proclami stranissimi.5 Egli giunse perfino, mescendo sfrontatamente le

  1. Vedi la Gazzetta di Roma del 31 maggio 1848.
  2. Vedi il I vol. Motu-Propri ec., della medesima raccolta n. 56. — Vedi il Dizionario del Moroni vol. LIII pag. 198.
  3. Vedi il I vol. Motu-Propri ec. n. 57. — Vedi il VI vol. Documenti n. 6.
  4. Vedi la Gazzetta di Roma del 5 giugno 1848.
  5. Vedi la Gazzetta di Roma del 30 maggio. — Vedi il VI vol. Documenti n. 8 A.