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| della rivoluzione di roma | 409 |
protesta ci si fece piena ragione; tutto rimettendosi allo statu quo. E ci lusinghiamo ci sarà fatta anche nel caso presente, quantunque assai diverse siano le circostanze. Le notizie però che sopraggiungono ci fanno certi, che le truppe austriache hanno già sgombrato Ferrara.
» In ogni caso ci è grato di assicurarvi di essere disposti a dare tutti quegli ordini, che sono necessarî per garantire il diritto di difesa, al quale diritto non abbiamo giammai inteso di rinunziare, che anzi ci protestiamo di mantenerlo e di volerlo inviolabile. Riceviamo in questa nuova occasione con gratitudine i sentimenti che ci manifestate, non che le offerte che ci proponete e che tendono a meglio garantire gli accennati diritti. Noi intanto ripetiamo a Dio le umili nostre preghiere, affinchè preservi l’Italia da ogni sciagura e rendendo uniti gli animi sui veri interessi suoi, vi faccia fiorire come in suolo privilegiato la religione e la pace, unici fonti della vera felicità.»
Dopo letta la surriferita risposta, il Santo Padre soggiunse:
«Due cose potete dire, cioè, che il papa ammette di pieno diritto la difesa de’ propri stati, e che la lega da lui iniziata coi principi d’Italia sarà proseguita quando non si frappongano ostacoli o condizioni non ammissibili.»[1]
Abbiamo estratto questi due discorsi di preferenza dal Giornale romano, perchè riveduto preventivamente dalla stessa Santità Sua quando trattavasi specialmente di risposte o discorsi propri, affinchè il testo non ne fosse minimamente alterato. Difatti confrontando il testo riportato dal Giornale romano colla Gazzetta di Roma, vi rinvenimmo qualche piccola discrepanza.[2]
Risulta dal complesso delle prenarrate cose che i due Consigli offerivano appoggio, sostegno, armi, sostanze e vita