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| 440 | storia |
Il ministro delle armi Campello il quale il giorno 6 di agosto era stato innalzato dal pontefice a quel posto, e la cui scelta non era ancora annunziata al pubblico, emise il detto giorno, e fece la sua prima comparsa con un proclama foggiato alla Welden, col quale chiamava i volontarî reduci dal Veneto e le colonne civiche ad ingrossare le fila dei difensori dello stato; ordinava la formazione di colonne mobili in tutte le città e paesi del medesimo; creava consigli di guerra per tutti i corpi; e quanto ai fondi, prescriveva che sotto la responsabilità dei rispettivi consigli di amministrazione dovessero chiedersi al ministero.[1]
Questi ordini allarmanti tanta impazienza e commozione eccitavan negli animi, che facendosi pressa da tutte le parti su quello del Santo Padre, ebbe ordine il cardinal Soglia, suo segretario di stato, di pubblicare la seguente:
Protesta
di Sua Santità Pio IX per l’invasione austriaca.[2]
«Fino dal principio del suo pontificato la Santità di Nostro Signore osservando la condizione dello stato pontificio, non che quella degli altri stati d’Italia, come Padre comune dei principi e dei popoli, alieno egualmente dalle guerre esteriori che dalle discordie intestine, per procurare la vera felicità dell’Italia, immaginò ed intraprese le negoziazioni di una lega fra i principi della penisola, essendo questo l’unico mezzo atto ad appagare le brame de’ suoi abitanti, senza punto ledere i diritti dei principi, nè contrariare le tendenze dei popoli ad una ben intesa libertà. Queste negoziazioni furono in parte secondate, ed in parte tornarono infruttuose.