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| della rivoluzione di roma | 473 |
Esso giunse in Roma come abbiamo già dichiarato, il 15 di agosto, e secondo il Leopardi, consenziente il pontefice, veniva distendendo il seguente progetto:[1]
«Fin da quando i tre governi di Roma, Torino e Firenze formarono la Lega doganale fu loro pensiero di addivenire ad una Lega politica, che fosse come il nucleo cooperatore della nazionalità italiana, e potesse dare all’Italia quell’unità di forza che è necessaria alla difesa interna ed esterna ed allo sviluppo regolare e progressivo della prosperità nazionale. Il quale intento non potendosi ottenere in modo compiuto e permanente, se la indicata Lega non prende la forma di una Confederazione di stati, i tre governi suddetti costanti nel proposito di ridurre a pieno effetto il loro divisamento, e proclamare in faccia all’Italia e all’Europa che esiste fra loro la predetta Confederazione, come altresì per istabilire le prime basi della medesima, deputarono a loro plenipotenziari:
- » Sua Santità ecc.
- » S. M. il re di Sardegna, ecc.
- » S. A. imperiale e reale il gran duca di Toscana, ecc.
» I quali scambiati i loro pieni poteri, ecc.
» Convennero fra di loro nei seguenti articoli, che riceveranno valore di formale trattato dopo la ratifica delle alte parti contraenti:
» Articolo I. Fra gli stati della Chiesa, del re di Sardegna e del gran duca di Toscana è stabilita perfetta Confederazione, colla quale, mediante l’unità di forze e d’azione, sieno guarentiti i territorî degli stati medesimi, e sia protetto lo sviluppo progressivo e pacifico delle libertà accordate e della prosperità nazionale.
» Articolo II. L’augusto ed immortale pontefice Pio IX, mediatore ed iniziatore della Lega e della Confederazione, ed i suoi successori ne saranno i presidenti perpetui.
- ↑ Vedi Leopardi Op. cit. pag. 328.