Pagina:Storia della rivoluzione di Roma (vol. II).djvu/94

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88 storia

Altro a Saint-Denis.1

Altro a Châlon-sur-Saône.2

Altro a Màcon.3

Altro a Limoges nel quale non si bevve alla salute del re, bensì si portò un brindisi a Gesù Cristo. Si bevve alla salute del suffragio universale, della organizzazione del lavoro, non che alla soluzione del problema pacifico a favore del proletariato.4

Mentre però l’oggetto dei banchetti avrebbe dovuto esser quello di proporre riforme sul sistema elettorale, si volle dare alla parola riforma il senso il più lato, sicché ciascuno proponeva riforme a sua foggia, e chi voleva riformare la società in senso socialista, e chi ancora in quello prettamente comunistico. Escludendosi poi, siccome facevasi, il nome del re dai brindisi, egli è chiaro che si voleva una riforma nel sistema di governo, che da monarchico si travolgesse in repubblicano. Venner messe fuori nei banchetti le idee le più disparate, e le più stravaganti teorie: fu in somma una libera professione di fede in libere riunioni; e le dottrine dei socialisti sovramenzionati ebber non solo i loro apostoli e panegiristi, ma si predicò contro la famiglia, ed in favore della organizzazione del lavoro, del proletariato, e d’ogni sorta d’indipendenza, noni esclusa quella delle donne, che volevansi affrancare dal giogo tirannico degli uomini; e come medicina salutare, fu proposto perfino lo specifico della ghigliottina, col carnefice in seduta permanente.

In una parola la riforma non si limitava ai collegi elettorali, al censo, ai voti, ed alla estensione dei suffragi, ma si voleva più che sul governo estendere sulla società intera.

In conseguenza di che i banchetti fomentarono una agitazione ed uno scandalo senza pari, ed eccitarono serie

  1. Vedi il Journal des Débats del 21 1847.
  2. Vedi il detto giornale del 27 detto.
  3. Vedi Lamartine opera citata alla pag. 23.
  4. Vedi il Journal des Débats dell’8 gennaio 1848.