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| della rivoluzione di roma | 219 |
Veniva il 14 febbraio ingiunto alle corporazioni religiose di compilare un esatto inventario di tutte le loro possidenze.[1]
Il comitato esecutivo ordinò lo stesso giorno che il colonnello Luigi Mezzacapa ed il maggiore Alessandro Calandrelli fosser nominati sostituti al ministero di guerra e marina.[2] E l’avvocato Galeotti, primo presidente del tribunale di appello.[3] Ordinò inoltre che la presidenza di Roma e Comarca formasse un sol dicastero colla prefettura di polizia, e nominò o confermò il Mariani nella presidenza suddetta.[4] L’assemblea ordinò che la guardia civica d’ora innanzi assumesse il nome di guardia nazionale.[5]
Il comitato esecutivo nominò il 15 Antonio De Andreis preside di san Michele a ripa in sostituzione del cardinal Tosti, al quale venne intimato di rilasciare detta presidenza. Si condusse il De Andreis onorevolmente, lasciò di se buon nome, e lo stesso cardinal Tosti dopo la restaurazione pontificia proseguì ad onorarlo di sua amicizia.[6]
Il comitato esecutivo nominava inoltre sotto il giorno 14 Pietro Beltrami e Federico Pescantini inviati della repubblica romana presso il governo della repubblica francese.[7]
Ed il 15 nominava, ugualmente come inviati della repubblica romana, Filippo De Boni in Isvizzera, Antonio Torricelli in Sicilia, ed Alceo Feliciani in Piemonte.[8]
Fra le rinunzie, citeremo quelle del conte Terenzio Mamiani,[9] del professor Pasquale De Rossi, e di Curzio Corboli i quali non vollero più far parte dell’assemblea costituente.[10]
- ↑ Vedi Monitore, del 17, pag. 74. — Vedi Sommario, n. 66
- ↑ Vedi detto del 15, pag. 65.
- ↑ Vedi detto del 15, pag. 65.
- ↑ Vedi detto del 15, pag. 65.
- ↑ Vedi detto del 15, pag. 65.
- ↑ Vedi detto del 16, pag. 69.
- ↑ Vedi detto del 14, pag. 61.
- ↑ Vedi detto del 15, pag. 65.
- ↑ Vedi Atti dell’Assemblea costituente, ec., pag. 29. — Vedi Pallade, n. 469.
- ↑ Vedi Atti dell’Assemblea, ec., pag. 45. — Vedi Pallade, n. 472.