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Pagina:Storia della rivoluzione di Roma (vol. III).djvu/34

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litiche erano entrati nel movimento, al quale la maggiorità dei cittadini era, è, e sarà sempre più o meno estranea.

Amaron però quelli di Roma di comparire spinti da quelli di fuori. Ciò giovava al loro intento, esonerandoli dalla responsabilità, e facendo apparire unanimità di propositi e necessità di pronta adozione.

E primo di tutti si produsse in iscena il circolo dei popolo di Firenze con un suo indirizzo ai Romani, il quale porta sfacciatamente l’impronta di un programma repubblicano.[1]

Eccone un saggio:

«La lega dei re ha strozzato le nazionalità: la lega dei popoli le risusciti.

» La libertà italiana ebbe vita e potenza in Roma: fu seppellita in Firenze. Queste città, sorelle di sventure e di gloria, si stringano le destre, e la libertà dalla tomba volerà al Campidoglio.

» . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

» La Costituente è proclamata. Or tu, popolo romano custode dell’universo italico voto, convoca nella eterna città i rappresentanti d’Italia.»

Si omette il resto, ma il Sommario vi supplirà.

E la società patriottica popolare di Pisa dirigeva il 29 al circolo popolare nazionale di Roma altro indirizzo, dal quale estragghiamo le seguenti parole:

«Roma — Mai vi è stata nel mondo potenza eguale

  • alla tua. Consacrata da tante grandezze sei la prima fra » le sorelle d’Italia, sei la divina fra le città della terra.

» . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

» Dio protegge la causa nostra santissima, e da te; o eterna città, vuole che incominci il trionfo.

» . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

» Romani, non mentite all’Italia, a voi stessi — Quell’opera che Toscana iniziò tocca a Roma di com-

  1. Vedi nel Sommario n. 44 l’Indirizzo del circolo del popolo di Firenze del 28 novembre 1848. Può vedersi pure fra i Documenti, vol. VII, n. 69.