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| 346 | storia |
cogliersi a sua tutela dentro questo forte, disposta però a tenersi sempre pronta all’obbediente dei superiori.
» Aggiungo a ciò l’altro inconveniente che persuade ad una istantanea provvidenza. L’arsenale condotto dal Rota contiene più di centoquaranta operai. Quali saranno le conseguenze, se i medesimi non avranno secondo il solito la mercede serale, nè in appresso potranno continuare i lavori?
» Questo per obbligo d’uffizio devo mettere a notizia vostra.
- » Salute e fratellanza.
firmato — Steuart.»[1]
Il reclamo dello Steuart, e l’attitudine assunta dagli officiali compagni d’arme del Rota produssero l’effetto che richiedevasi, perchè pochi giorni dopo il Rota venne posto in libertà, come meglio diremo a suo luogo.
Lo stesso giorno 5 aprile veniva preposto al comando delle guardie civiche, colla qualifica di generale, l’avvocato Francesco Sturbinetti, giovane d’intemerata probità, ed una delle celebrità del romano foro.[2]
Riflettendo pertanto agli arresti sovraccennati, all’allarme dei circoli, alle provvidenze di rigore e di sicurezza adottate, alla confessione che la patria era in pericolo, devesi convenire ch’esisteva qualche cosa di reale per giustificare questi allarmi, e che un principio di reazione esisteva realmente.
E di fatti risulta da alcune memorie particolari che possediamo, che il commendatore, poi marchese, Pietro Campana vuoi per attaccamento sincero verso la Santa Sede, vuoi per gratuirsi e reintegrarsi nel favore dei clericali, di cui prevedevasi vicino il trionfo, e presso i quali la sua