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| della rivoluzione di roma | 409 |
Ordinavansi poi il giorno 26 la demolizione del viadotto coperto che dal Vaticano conduce al forte sant’Angelo,[1] ed emettevasi un decreto per la requisizione di cavalli.[2]
Appariva pure un indirizzo dei cittadini francesi residenti in Roma al corpo di spedizione francese comandato dal generale Oudinot, per distoglierlo dal combattere contro i Romani e ricordargli che la insurrezione è il più santo dei doveri. Eranvi sottoscritti:
| Laviron presidente | |
| Marton (Martin?) | |
| Ardillon | |
| Terrus (forse Terral) segretario.[3] | |
Lo stesso giorno 26 l’assemblea pubblicava il seguente proclama:
«Repubblica romana
» In nome di Dio e del Popolo.
» L’assenblea, dopo le comunicazioni ricevute dal Triumvirato, gli commette di salvare la Repubblica e di respingere la forza colla forza.
» Roma 26 aprile 1849, ore 2 e mezzo pomeridiane.
| » Il presidente C. L. Bonaparte. |
| » I segretarî |
| » G. Pennacchi. G. Cocchi. |
| » A. Fabretti. A. Zambianchi.[4]» |