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| della rivoluzione di roma | 417 |
Roma in quel mezzo apparecchiavasi a resistenza, ed eleggevasi pure con decreto del triumvirato una commissione centrale delle barricate della quale eran capi
| Il maggiore | Vincenzo Caldesi (di Faenza) |
| Il capitano | Vincenzo Cattabeni (di Senigallia) |
| Enrico Cernuschi (lombardo).[1] |
Lo stesso giorno in cui istallavasi la commissione, ordinava un deposito di materia prima per le barricate.[2] Ed emetteva un indirizzo al popolo per assicurarlo che tutto andava bene, che le porte della città erano bene assicurate, che quindi il nemico non poteva entrare, e che se osasse di penetrare, si dovessero scagliare su di esso e tegole e vetri e sassi, e perfino le sedie.[3]
Creavasi un comitato per l’amministrazione delle ambulanze, la cui residenza era al municipio in Campidoglio. Ne facevan parte
Una principessa Trivulzio di Belgioioso,
Una Enrichetta Pisacane,
Giulia Paolucci e undici uomini, fra i quali il padre Gavazzi.[4]
Delle disposizioni governative che vennero comunicate al pubblico il giorno 29, enumereremo le seguenti:
Una circolare del triumvirato per invitare i cittadini a recare immediatamente gli argenti alla zecca.[5]
Un decreto per consegnare le armi da munizione da caccia ai commissari militari.[6]
Un decreto in data del 27 per la dotazione del clero.[7]