Pagina:Storia della rivoluzione di Roma (vol. III).djvu/596

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l’assedio di Roma, ch’essa è sul punto d’impadronirsi del Ponte Molle, ch’essa è, per conseguenza, in comunicazione colle strade di Firenze e di Ancona. Io sono risoluto di fare avanzare la mia armata verso questa direzione; sospendete dunque la vostra marcia: l’onore delle nostre armi lo esige.

» Io imparai a onorare sul campo di battaglia le truppe austriache; ma, in questo momento, qualunque dimostrazione da parte loro sopra Roma sembrerebbe offensiva od ostile alla Francia. Se in queste condizioni i nostri soldati s’incontrassero, potrebbero risultarne conflitti che entrambi abbiamo a cuore di prevenire.»1


Discorso ai comandanti spagnuolo e napolitano del 5 di giugno 1849, secondo il Torre,2 del 7, secondo il Balleydier.3


«Signori,


» Con la franchezza del soldato esporrovvi, come io io la comprendo, la situazione rispettiva delle armate cattoliche riunite in questo momento sul territorio del governo pontificio.

» Apparteneva alla Francia, figlia primogenita della Chiesa, di prendere l’iniziativa del ristabilimento in Roma della sovranità temporale del papa intimamente legata all’autorità spirituale. Evidentemente in questo scopo un corpo di spedizione fu diretto a Civitavecchia. Tuttavia, la situazione politica della Francia, la forma del suo governo, le imponevano doveri complessi e speciali.

» Le istituzioni liberali che la reggono le prescrivono di opporsi alle reazioni assolutiste. I governi austriaco. spagnolo e napolitano sono a questo riguardo in con-

  1. Vedi Balleydier, pag. 169.
  2. Vedi Torre, vol. II, pag. 192.
  3. Vedi Balleydier, vol. II, pag. 203 e seguenti.