Pagina:Storia della rivoluzione piemontese del 1821 (Santarosa).djvu/86

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sprezzatore dei bravi veterani, non amato, gli venne scaricata contro una pistola e leggermente ferito nel volto, dovè la vita a Ferrero che in sua difesa levossi. Furono spedite truppe contro gli animosi di S. Salvario. Forsechè l’ordine di assalirli non venne dato, o gli uffiziali lessero negli occhi de’ soldati che un tal cenno non sarebbe stato eseguito? Difficile a sapersi. Passarono gran parte del giorno gli uni in faccia degli altri. Il re ondeggiava irresoluto, e da quanto asserivasi, disparate pur erano le opinioni del suo consiglio. Ma in sulla sera la truppa di S. Salvario abbandonò quella posizione1 e si pose in marcia verso Chieri, per recarsi in Alessandria, dove giunse il posdomane2.

Una quiete sepolcrale regnava la mattina del 12 marzo, quando sul mezzogiorno la scossero improv-

  1. L’autore del libro Trente jours, ecc., accusa questa truppa di aver commesso ogni sorta di rappresaglie sugli infelici abitanti delle campagne. È pur trista cosa, pensare come il desiderio di render odiosa questa gioventù che sacrificavasi alla libertà della patria, l’abbia trascinato alla calunnia! I soldati di Ferrero non commisero il menomo disordine, e pagarono puntualmente, nelle differenti comuni per dove passarono, quanto venne loro somministrato.
  2. Non occorre dire come vi fosse ricevuta fra le più alte dimostrazioni di gioia. Il popolo non poteva saziarsi di ammirare l’entusiasmo con cui quella gioventù si consacrava alla causa della patria. Pochi giorni dopo si vide arrivare una truppa di studenti da Pavia, che, sfuggiti alla vigilanza della guarnigione austriaca, venivano a combattere sotto lo stendardo italiano. Gli studenti piemontesi e lombardi uniti recaronsi a Torino, dove vennero sotto il nome di veliti italiani organizzati per ordine del ministro della guerra, ed affidati al comando di un prode dell’antica armata italiana. Ed è questo quel battaglione della Minerva di cui parla M. de Beauchamp, narrando si trovasse ai fatti di Novara, mentre invece non era partito da Torino che l’indomani della funesta giornata.