Pagina:Storia delle arti del disegno.djvu/185

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presso gli Egizj, i Fenicj, e i Persi. 79

[Stile antico nel disegno del nudo] §. 1. Il disegno del nudo presso gli Egizj ha nel più antico stile de’ caratteri particolari, pe’ quali non solo dal disegno delle altre nazioni si distingue, ma ben anche da quello degli Egizj della seconda epoca. Si scorgono questi caratteri sì nel contorno della figura intera, che nel dileguo e nella forma d’ogni singolar parte di essa.


§. 2. Il

    Diodoro lib. T. §. 46. pag. 55., e dei preziosi simulacri degl’idoli, S. Girolamo Comment. in Daniel. c. XI. v. 7. 8. 9. op. T. V. col. 706. E. I Greci fono quelli, ai quali debbesi il merito di avere in molte parte riformato, e migliorato il gusto degl’Egiziani nelle arti del disegno; e di avere quindi introdotto fra di loro un nuovo stile. Ma quali saranno questi Greci, e di che tempo ? Comunemente si credono i successori di Alessandro il grande. A me pare che lì possa risalire a’ tempi molto anteriori, cioè fino al regno di Psammerico, e di Amasi, che governò l’Editto prima, e contemporaneamente a Cambise. Il primo di questi sovrani sì per gratitudine agli Joni, ed ai Carj, a’ quali doveva la sua salvezza, e stabilimcnto sul trono di tutto quel vasto reame; e si perchè bene intendea, che la nazione greca poteva moltissimo contribuire alla maggior cultura de' suoi sudditi, e a promovere il commercio, che tanto gli stava a cuore; fece ogni sforzo per attirarvene in gran numero. A tutti quelli, che vi concorsero, che furono moltissimi, distribuì quantità di terreni; consegnò loro in educazione de’ nobili giovani, e gli stessi suoi figli, affinchè gli educassero intieramente all’uso de’ Greci, insegnando loro anche la lingua; e inoltre cercò di mantenersi l’amicizia di quella razione contrattati solenni di alleanza. Amasi ebbe la stessa mira; e ricolmando di benefizj coloro, che continuavano a concorrervi in folla, assegnò loro per una stabile dimora anche la città di Neucrati; e a quelli, che soltanto navigavano in Egitto, diede ampia facoltà di elevarsi in alcuni luoghi dei tempi, e degli altari: ad altri conferì pubblici impieghi nella città capitale; ed egli medesimo prese a consorte una donna greca, come già notammo sopra pag. 62. n. a. Quella culta nazione nel trapiantarsi in Egitto volendo mantenere la sua religione, il suo genio, le sue arti, non dimenticò le arti del disegno, nelle quali avea fatti già grandi progressi, come si vedrà in appresso nel libro IK. capo I. Sappiamo che vi eressero il grande famigerato tempio, chiamato Hellenico, o greco per antonomasia; e molti altri, alla edificazione de’ quali concorsero a gara quali tutte le città, e le isole della Grecia, veggansi Erodoto lib. 2. c. 154. e segg. p. 179.» Diodoro lib. 1. §. 67. pag. 78.; e non avranno tralasciato di far delle statue, almeno per le loro divinità, e alzarvi nobili edifizj. Ora è ben probabile, che in una rivoluzione sì grande introdotta, e protetta dagli stessi monarchi, succedessero presso gli Egiziani, come nel modo di pensare, e nei costumi, cosi anche nelle arti del disegno dei cangiamenti. Diremo, che eglino si saranno riscossi anche in questi tempi nel vedere le belle forme delle figure fatte dai Greci, e l'eleganza nelle loro fabbriche, e in tutto il resto; appunto come vuole il nostro Autore, che introducessero il nuovo stile al tempo dei Tolomei; eccitandosi cioè in essi delle idee di bello, e di buon gusto sugli originali dei Greci. Cosi era succeduto anche nei più antichi tempi, allorché Dedalo vi si portò; il quale fu lodato, ed ammirato ne’ suoi lavori qual uomo divino, e loro servì di modello. E se tanto potè sull’animo dagli Egizj un uomo solo di grande abilità per que’ tempi, ma in sostanza mediocre, e rozza; che non avrà operato in tempi di gran lunga più felici l’impegno della greca nazione intiera? Per mezzo, e occasione di que' principi successori di Alessandro, o almeno dei tre primi Tolomei, il nuovo stile fu portato ad un più alto grado di perfezione; ma in appresso andò decadendo, e principalmente sotto il governo del settimo, detto Fiscone, di cui parlerà Winkelmann nel lib. X. cap. iiI. § 23.; e dopo che finito il regno de' Greci, passò l’Egitto in poter de’ Romani, i quali gran parte ne tolsero de’ più belli monumenti.
    Continuarono ciò non ostante gli artisti egiziani fino al regno de! gran Teodosio a far delle figure; poiché fino a quel tempo in parte non indifferente del popolo durarono le massime stesse, e la stessa religione; come scrissi avanti pag. 71. not. c. E qui avremo il quarto, ed ultimo stile dell’arte in quella nazione; al quale io non dubito punto, che debbano attribuirsi moltissime delle figure di deità, di sacerdoti, e di qualunque altro soggetto, e anche di tante mummie, o riportate dal signor conte di Caylus, o che adornano tanti musei d’Europa, e vengono di colà in tanta copia a’ nostri giorni; e che dai signori