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252 D e l l e   A r t i   d e l   D i s e g n o

tori una più bella occasione per distinguersi. Il riportare la palma ne’ giuochi olimpici era il maggior grado d’onore che ottener si potesse presso quelle nazioni1; anzi era grandissima sorte, poiché l’intera città del vincitore non solo se ne credeva onorata, ma immaginavasi che ciò le apportasse prosperità: e quindi lui manteneva a pubbliche spese per tutto il resto di sua vita, di glorioso tumulo dopo morte onoravalo2, e premiava il padre eziandio ne’ figli. La città d’Egio in Achaja avea fatta costruire ad un famoso lottatore una gran sala, o piuttosto un lungo corridore, ov’egli esercitar si potesse alla lotta3; e ad Eutimo di Locri in Italia, il quale era sempre stato vincitore in Elide fuorché una volta sola, per avviso dell’Oracolo, e mentre vivea e dopo morte, furono offerti de’ sagrifizj4. E’ quindi naturale che si cercasse a gara di erger loro le più belle statue, le quali non solo nel luogo ove celebravansi i giuochi o in que’ contorni5, ma anche nella patria stessa del coronato atleta collocarsi soleano6; perocché in di lei onore principalmente ridondava il trionfo7. Ad alcuni vincitori olimpici de’ primi tempi, quando l’arte non ancor fioriva, furono, per serbarne la memoria, erette statue lungo tempo dopo la morte loro, come, a cagion d’esempio, ad un certo Oibota, che riportò la corona nell’olimpiade vi., innalzata fu la statua nell’olimpiade lxxx.8. Alcuni faceansi scolpire la statua prima di riportare la vittoria9, certi credendosi cosi d’ottenerla. Po-


tea-


  1. Plat. De leg. l. 2. op. T. iI. p. 657. E., lib 5. pag. 729. E.
  2. Idem ibid.
  3. Paus. lib. 7. cap. 23. pag. 528. lin. 25.
  4. Plin. lib. 7. cap. 47. sect. 45.
  5. Paus. lib. 6. cap. 3. pag. 459.
  6. Plat. Apophth. pag. 180. op. T. iI. A., Paus. lib. 7. cap. 27. pag 595. lin. 34.
  7. Plin. lib. 7. c. 26. sect. 27. Confer. Polyb. Exc. Legat. pag. 787. B. [Gedoyn Recherch. sur les cours des chev. & les cours des chars aux Jeux Olimp.. Acad. des Inscr. Tom. IX. pag. 371.
  8. Paus. lib. 6. cap. 3. pag. 458. princ. [Fu vincitore Oibota nell’olimpiade ottantasei; e gli fu eretta la statua per oracolo d Apollo delfico; ma Pausania non dice quando.
  9. Idem ibid. cap. 8. pag. 471. l. 31. [ Ciò racconta Pausania di Eubota Cireneo, e dice che fosse assicurato della vittoria dall'oracolo di Giove Ammone.