Pagina:Storia delle arti del disegno.djvu/524

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414 D e l   P a n n e g g i a m e n t o.

vano questa cintura a Giunone. Gori1 immagina che su un’urna siano rappresentate due delle tre Grazie tenenti in mano il Cinto di Venere; ma ciò non è ben chiaro.

[Figure discinte.] §. 22. Discinte sono alcune figure in semplice sottoveste, che sciolta loro cade giù da una spalla. Alla pretesa Flora Farnese, o piuttosto ad una delle Ore2 la cintura cade giù molle sotto il ventre, e si posa su i fianchi ad Antiope madre di Anfione e di Zeto nel palazzo medesimo: così mollemente cinta descrive il mentovato Longo la sua ninfa3. Senza cintura sono alcune Baccanti, o saltatrici sulle pitture4, ne’ marmi, e sulle gemme5, sì per indicarne la molle voluttà, per la qual ragione discinto è Bacco; sì perchè colla cintura men libero e sciolto sarebbe stato il corpo loro pe’ salti, e pe’ balli. Fra le pitture d’Ercolano v’hanno due donzelle discinte6: una ha nella destra un piattello con fichi, e nella sinistra un vaso; e l’altra ha un simile piattello7 ed un canestro, onde potrebbono rappresentare le fanciulle, dalle quali la mensa imbandivasi a coloro che andavano a cenare nel tempio di Pallade, e perciò Δειπνοφόροι eran chiamate, cioè apportatrici della cena8. Gli editori di tali pitture non ci hanno data nessuna spiegazione di quelle figure, le quali altronde nulla significano, ove non rappresentino le summentovate vergini del tempio di Pallade9. Troviamo nell’Antologia fatta menzione d’un’antica statua di danzatrice sen-


za


  1. Mus. Etrusc. Tom. I. Tab. 92. p. 217. [ È una lametta rotonda di metallo, non già un’urna.
  2. Vedi sopra pag. 322. not. d.
  3. Past. lib. 1. pag. 10.
  4. Pitt. d’Erc. Tom. I. Tav. 31. &c.
  5. Descript. &c. da Cab. de Stosch, ci. 2. feH.1s.num.1j77.pag.2sj.
  6. Pitt. d’Erc. Tom. I. Tav. 22. e 23.
  7. Vuoto però; e che gli Accademici credono un disco pag. 122.
  8. Suida V. Δειπνοφόροι
  9. I detti Accademici Ercolanesi colla loro vastissima erudizione hanno saputo dare tre spiegazioni diverse a queste figure: 1. che possono essere donne, che offeriscono a Bacco primizie di fichi; poiché i fichi erano a lui consecrati; 2. che possono rappresentare ministre della cena; e 3. donne ballanti. Tra quelle io crederei più probabile la prima, argomentando dal contesto delle altre figure compagne nelle tavole precedenti, e susseguenti; e dalle altre due figure muliebri nelle Tav. 22. 23. Tom. iI. delle stesse Pitture, che parimenti portano dei fichi in un piattello, e li presentano a Bacco in una sua festa, come costa evidentemente dalle pitture, e dalle osservazioni, che vi fanno gli stessi Ac-