Pagina:Storia delle arti del disegno.djvu/68

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tre, e ucciso ivi certamente l’avrebbe, se il mentovato fanciullino non fosse allora venuto a battere alla porta.

L’assassino fuggi senza nemmeno poter rubare le medaglie; ma fu presto raggiunto, e nel mese seguente pagò in Trieste il fio delle sue scelleratezze. Fu apportato a Winkelmann ogni possibile soccorro, ma le ferite erano mortali; onde solo gli rimasero poche ore di vita, nelle quali con mirabile presenza di spirito fu munito de’ santi sacramenti, e dettò la sua ultima volontà, lasciando in argomento di riconoscenza suo erede il sig. cardinale Alessandro Albani, un legato 250. zecchini all’incisore Mogalli1, e un altro di 100. al sig. ab. Pirami2. Volle purché fossero distribuiti 20. zecchini ai poveri di Trieste. Così morì quel grande e virtuoso uomo, cui le opere, colle quali ha cotanto illustrata l'Antiquaria, renderanno sempre immortale.

[Fu intesa in Roma la sua tragica fine con rincrescimento universale, e principalmente degli amici e protettori. Il lodato eminentissimo Albani grande sempre, generoso, e costante nell’amore verso di lui benché trapassato, pensava alla maniera di conservarsene meno trista che fosse possibile la rimembranza, e ad eternare insieme la gloria del suo amico, ed antiquario coll’ergergli a proprie spese, e tutto anche l'avutone asse ereditario impiegandovi, un superbo monumento in qualche chiesa di questa dominante. Ma l’avanzata, e cadente sua età, e la morte poi accadutane l’anno 1779. troncò il filo di sì nobil pensiero, e invidiò alle belle arti l'onore e il merito di tributare ai tanti benefizj, che Winkelmann, più che altri mai, loro avea predati con tutta l'energia del suo spirito, un pubblico attestato di riconoscenza.


Sot-
  1. Huber alla cit. pag. CXXXV. scrive, trecento cinquanta 5 e tanto è difatti.
  2. Pirmei, di cui sopra alla pag. lij. nota i. si è fatta menzione.