Pagina:Storia delle arti del disegno.djvu/84

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e delle bellezze che altr’occhio fuori del suo non avrebbe mai potuto scoprire. Egli aveva allora altresì uno svantaggio per la situazione in cui era, e nella quale, quanto s’avanzò nella cognizione dell’arte antica, altrettanto perde nell'antica letteratura. Erasi, a così dire, esaurita la provvisione che avea fatta di osservazioni su gli antichi, principalmente su i Greci; e non aveva allora ne tempo sufficiente né i comodi necessarj per leggere; onde suppliva con riflessioni mal sicure, o colla fantasia fovente fallace alla mancanza delle cognizioni che avrebbe dovuto acquietare colla lettura 1. Diffatti un uom di lettere si fa maraviglia vedendo dal catalogo degli autori da lui consultati, ch’egli non ebbe generalmente per le mani le buone edizioni delle opere classiche. Non avendo egli d’un Erodoto, d’un Tucidide ec. se non le edizioni di Enrico Stefano, o di Basilea, che non sono divise per capi, quanto più faticoso non gliene farà stato l’uso? Non perveniangli generalmente le opere che allora uscivano nelle altre parti d’Europa sulle arti e sull’antichità, ed ignorava i progressi della letteratura. Un evidente argomento di questa sua mancanza de’ mezzi per istruirsi lo abbiamo nella parte storica della sua Opera2, piena d’errori sì per la cronologia che per la verità degli avvenimenti3. E queste osservazioni mi conducono naturalmente al secondo de’ punti pro-


posti-
  1. Vorrà dire il signor Heyne, che in Roma non poteva più fare quelle assidue lunghissime letture, che già faceva nella biblioteca del conte di Bunau a Nothenitz, ove non solo per genio, ma ancora per mancanza di divertimenti in mezzo ad una campagna dovea leggere notte e giorno; poiché sappiamo di certo che in Roma leggeva continuamente il più che poteva. Si capisce anche da tanti libri, che cita nelle sue ultime opere, quali non ha potuto vedere prima di venire in Italia, e in questa città; e molto più credo si possa provare dalle tante osservazioni, e citazioni di autori, principalmente greci, colle quali andava postillando l’esemplare dei Monumenti antichi inediti, come abbiamo notato alla pag. xviij.
  2. Cioè ne’ libri IX. XII. di quest’edizione.
  3. Questi mezzi per istudiare, e scrivere con esattezza, almeno per la massima parte, non gli mancavano in Roma, se avesse voluto, o forse potuto con più agio approfittarsene. Dal cardinal Passionei, che molto lo