Pagina:Storia delle arti del disegno II.djvu/375

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

p r e s s o   i   R o m a n i   ec. 369

edifizj. In Roma diffatti non ve n’è altro esempio che nel mentovato portico, e fuor di Roma non vedesi, che io sappia, fuorchè in una volta delle ruine di Palmira1.

§. 26. Una bellissima e rarissima testa di Nerva si vede nel museo Capitolino, pubblicata senza ragione come un moderno lavoro dell’Algardi2, il quale non altro v’ha fatto che rimettervi la punta del naso, e un pò d’orecchia, e vi lavorò con tanta circospezione, che non volle neppur levarne la terra frappostavisi ne’ capelli. Il cardinal Albani ebbe quella testa dal principe Panfili, e da lui passò al museo Capitolino3. Il marchese Rondanini possiede un antico ben conservato busto col suo zoccolo, che probabilmente è un ritratto dell’imperatore medesimo, e deve annoverarsi fra le pochissime teste, alle quali si è conservato il naso.

§. 27. Secondo Fulvio Orsini dee riferirsi ai tempi di Nerva una statua che ha la metà della grandezza naturale, esistente nel cortile del palazzo Altieri, eretta, come appare dall’iscrizione sullo zoccolo, a certo M. Mezio Epafrodito da un suo fratello4; poichè, secondo lui, ivi rappresentasi quell’Epafrodito di Cheronea che, al dire di Suida, fiorì ai tempi di Nerone e di Nerva.

[... e Trajano.]

§. 23. Roma e tutto il romano impero cominciarono a respirare sotto Trajano5, per cui una nuova vita ebbero le arti. Egli intraprendendo grandi opere, risvegliò lo spirito degli artisti abbattuti e avviliti per le tirannie e le turbolenze de’ regni precedenti. Apportò un vantaggio sommo

Tom. II. A a a alla


  1. Wood Ruin. de Palmyr. pl. 19. [ Si trova però sovente nei cornicioni delle fabbriche, come nelle stesse ruine di Palmira pl 6. e 11., e in quelle di Balbec date dallo stesso autore pl. 22. 27. 34., nei bagni di Nimes presso Clerisseau Antiq. de France, prém. part. pl. 36., nelle rovine del palazzo di Diocleziano a Spalatro, e in tanti altri monumenti, come nel tempio del dio Redicolo alla Caffarella, nell’urna di Cecilia Metella del palazzo farnese, ec.
  2. Bottari Tom. iI. Tav. 27. pag. 31. [ Dice soltanto, che rassomiglia nel lavoro alla maniera dell’Algardi: il che rileva come una cosa particolare in quello busto, che del resto sostiene per antico.
  3. Un’altra, anche molto bella, egli poi la collocò nella sua villa.
  4. Fulv. Urf. Imag. illustr. num. 91.
  5. Flor. Proœm. lib. 1.