Pagina:Storia delle arti del disegno III.djvu/183

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s u l l’ A r c h i t e t t u r a. 165

tetti1, che fecero le piramidi. Ma che diremo del tempio di Gerusalemme, non era forse lavorato con tutte le proporzioni, e la miglior simetria? E’ vero, che molti ornati architettonici furono trovati nell’età posteriore; ma convien anche ammettere due cose; la prima che l’Architettura non è nata, non è Irata coltivata pel solo lusso e piacere, ma per l’utilità, anzi per la necessità e conservazione degli uomini; e che in secondo luogo non è poi vero, che gli arditi anteriori a’ Greci ignorassero, e totalmente trascurassero gli ornati. Quanto al primo punto non credo, che possa aver contradittori, mentre a nulla ci gioverebbe una fabbrica bella e ornata, se non fosse servibile, e se mal sicura precipitando, ci seppellisse sotto un mucchio d’ornamenti. E per quella parte nulla potrà aversi di più stabile e sicuro delle fabbriche orientali, che dopo migliaia d’anni son tuttora in piedi, e promettono, se non verranno distrutte, di seguitare a darci per più secoli avvenire. Resta adunque da vedere se con questa consistenza si fosse unito ancora qualche gusto di nobiltà e di eleganza.

§. 34. Tutto il greco sapere per rispetto all’Architettura si è manifestato nel lavoro principalmente delle colonne, nella varietà delle loro basi, nella leggiadria de’ lor capitelli. Tutti questi lavori noi gli abbiamo avanti l’introduzione delle arti in Grecia, e gli abbiamo dalla più remota antichità. Già dietro le tracce della storia la più certa, anzi la certissima, e la più antica, notai, che le colonne lì lavoravano a’ tempi di Salomone, e di Assuero. Erodoto vide le colonne nel tempio, che da secoli addietro aveva fabbricato Apries2, e le trovò in tanto numero nel laberinto, che assicura esservi state tutte le camere circondate


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    ram pertinebunt, ea cum scienter edisseret omnia, tum etiam facile perficiet.

  1. lib. 1. §. 64. pag. 74.
  2. lib. 2. cap. 169. pag. 186.