Pagina:Storia delle arti del disegno III.djvu/222

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fabbricata con gran lusso, per quanto si comprende da’ vestigi rimasti, cioè dal pavimento di musaico, dalla smisurata, e non più praticata spaziosità delle porte con i loro stipiti, e soglie di marmo, e da tutt’altro, che n’è stato cavato. Le più belle statue di bronzo, cioè sei figure donnesche di grandezza naturale in atto di ballare, e tutte le teste, o busti di marmo, di cui è adorno l’appartamento della regina, sono siate appunto qui tutte ritrovate. Ma senza vedere il piano delle scavazioni non si può formare idea distinta, confondendoli essa ne’ cuniculi, ed andirivieni, per cui si passa sotto terra. Quanto alle case comuni, quantunque niuna sia rimasta in piedi, o perchè atterrata dal turbine dell’eruzione, o demolita dopo; pure per tutto quello, che mi è riuscito di rintracciare, messo in confronto col piano delle rovine d’una villa scoperta tempo fa a Frascati (sulle quali rovine è fabbricata la casa della villa de’ Gesuiti detta Ruffinella), io tengo per certo, che la vita domestica degli antichi generalmente parlando fosse parca, e senza sfarzo, e le case fossero quindi semplici piuttosto, e con stanze ristrette, e piccole. Figuratevi stanze, tanto nelle case d’Ercolano, quanto nel palazzo della villa antica Tuscolana, di grandezza poco più del vostro museo, non compresavi la vostra piccola alcova; e vi stava in alcune ancora il letto, secondo che ne dava indizio a Frascati una nicchia bassa per mettervi il capo del letto stesso. Alcune stanze Tuscolane aveano le loro anticamere, che non sono altro, che uno stretto corridore, dove stava l’apparitore per fare le ambasciate al padrone1; e la stessa camera interna del padrone pare essere stata senza porta, non scorgendovisi nè stipiti, nè altra clausura, forse avendo un semplice velo, velum admissionis chiamato dagli antichi2. Questa sempli-


cità


  1. Vedi qui avanti pag. 83. seg.
  2. Vedi loc. cit. pag. 69. not. c.