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s u l l e R o v i n e d i R o m a. |
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Cicerone. Dionisio d’Alicarnasso narra, che perisse in un incendio la statua di bronzo della famosa Clelia[1], come vi perì anche il famoso Cupido di Prassitele[2]; e di tante altre statue così perite per fulmini, e turbini, ed altri accidenti, ne parla Giulio Ossequente nella sua opera de’ Prodigj, e Corrado Licostene ne’ supplementi ad essa. Egual sorte hanno avuto molti edifizj. Augusto medesimo fece restaurare de’ tempj o rovinati per l’antichità, o consunti dal fuoco; e fu costretto a deputare uno special magistrato, il quale colle sue guardie invigilasse di notte per la città ad oggetto d’impedire, e riparare gl’incendj, che erano quasi continui[3], e ne’ quali fu involto anche il suo palazzo[4]. Pel barbaro piacere, che ebbe Nerone, di far sorgere Roma più bella col mezzo di un incendio generale, perirono quasi tutti gli antichi monumenti, e le cose preziose, e la maggior parte delle fabbriche: Præter immensum numerum insularum, dice Suetonio[5], domus priscorum ducum arserunt, hostilibus adhuc spoliis adornatæ, deorumque ædes ab regibus, ac deinde Punicis, & Gallicis bellis votæ, dedicatæque: & quicquid visendum, atque memorabile ex antiquitate duraverat. Rifabbricata Roma dopo questo tempo, gl’incendj seguitarono ad essere frequentissimi. Il tempio di Giove Capitolino fu incendiato dai Vitelliani[6]. Sotto l’impero di Tito arse gran parte della città per tre giorni, e tre notti continue[7]. Nell’anno decimoterzo dell’impero di Trajano arse la Casa Aurea[8], e per un fulmine il Panteon[9]; e lo stesso po-
- ↑ Vedi Tom. iI. pag. 152. not. d. ove noi abbiamo fatto vedere, che non fosse altrimenti bruciata: il che può confermarsi coll’autorità di Servio, il quale viveva, secondo l’opinione più giusta dei critici moderni approvata da Burmanno il giovane nella prefazione alla sua edizione di Virgilio, circa i tempi di Teodosio; e alle Eneidi lib. 8. v. 646. scrive che a suo tempo ancor si vedeva nella Via Sacra.
- ↑ Vedi loc. cit. pag. 339. not. e.
- ↑ Suetonio nella di lui vita, cap. 30., e si veda anche nelle Pandette lib. 1. tit. 15. De officio Præfecti vigilum.
- ↑ Lo stesso ivi, cap. 57. Dione lib. 55. cap. 8. pag. 779., cap. 12. pag. 784. Tom. iI.
- ↑ Nella di lui vita, cap. 38.
- ↑ Suetonio nella vita di Vitellio, c. 15.
- ↑ Lo stesso nella vita di questo imperatore, cap. 8., e Aurelio Vittore.
- ↑ Giorgio Sincello Chronogr. pag. 347.
- ↑ Eusebio in Chron. par. 2. pag. 165.