Pagina:Storia delle arti del disegno III.djvu/495

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furono i Greci abitanti di Posidonia soggettati dai Lucani1, che forse erano Tirreni di origine. Il Mazochi2 sull’autorità di Vellejo Patercolo3 non ha saputo fissarne altro, se non che vi fosse mandata una colonia da Roma l’anno 480. della sua fondazione. Io credo che prima dell’anno 422. già ne fossero padroni i Lucani, per ciò che narra Tito Livio4: Samnium quoque jam alterum annum turbavi novis consiliis, suspectum erat: eo ex agro Sidicino exercitus Romanus non est deductus; ceterum Samnites bellum Alexandre Epirensis in Lucanos traxit: qui duo populi adversus regem, exscensionem a Pæsto facientem, signis collatis pugnaverunt. Livio non parla dei Greci, ma dei Lucani, e Sanniti, che si opposero al re Alessandro allorchè tentava in quell’anno di fare uno sbarco dalla parte della città, di cui parliamo, detta Pesto da Livio, perchè avea mutato nome sotto i nuovi padroni Lucani, ai quali fu tolta dai Romani poco dopo, come diremo al numero XIV. Ma sia quando si voglia, che poco importa al nostro assunto, il Padre Paoli non crede, che da quelli nuovi padroni fossero fatte quelle fabbriche: nè si può credere ragionevolmente; poichè, quello che osserva Cicerone5, e Strabone6 in ge-


nera-


    cittadino di Posidonia, furono i primi Greci, che tentata una lunga navigazione, approdarono nell’Adria, nella Tirrenia, a Tartesso, e nell’Iberia. Da ciò io non posso inferire, che i Focesi fossero i primi a sbarcare in Italia; ma bensì che furono i primi più coraggiosi fra i Greci, che scorsero tante Provincie, arrivando fin nella Iberia, ossia nella Spagna; e che prima di questo viaggio la città di Posidonia era già fondata. Il dire altrimenti sarebbe il massimo degli errori cronologici; perocchè il viaggio di questi Focesi fu, secondo le stesso Erodoto poco prima, al tempo di Arpago, e di Ciro, vale a dire 580. anni circa prima dell’era cristiana. E chi potrà negare, che avanti a quest’epoca non siano venute in Italia moltissime colonie de’ Greci, contestate dallo stesso Erodoto, da Diodoro, da Strabone, e da tutti gli scrittori greci e latini. Lo stesso P. Paoli n. 13. pag. 29. riporta Tucidide sapientissimo fra’ Greci, il quale narra, che i passaggi della sua nazione in Italia accaddero ottant’anni dopo la distruzione di Troja . Non farà quindi maraviglia, che prima della venuta dei Focesi fosse stabilita la città di Posidonia dai Sibariti di tanto più antichi: molto meno con tutte le ragioni da noi addotte per provarla fondata dai Greci, non dagli Etruschi . E non dà ragione alcuna il Padre Paoli loc. cìt. num. 37. pag. 50. per dirla posseduta dai Sibariti quasi cent’anni dopo, vale a dire cinque secoli avanti l’era cristiana, e nel secolo III. di Roma inoltrato . Ma se ciò si dovesse anche ammettere, crescerebbe il nostro argomenti. Egli al num. 35. pag. 49. scrive, che il nome di Posidonia fu dato alla città, e Posidoniati furon detti i suoi abitanti quando ne entrarono in possesso i Sibariti. Erodoto chiama Posidoniate quel cittadino, che spiegò l’oracolo ai Focesi. Dunque parla di un Greco: parla di un tempo molto più recente. Notisi però l’origine dell’equivoco, da cui nasce questa disputa, che è di tradurre Pestani per Posidoniati, e far così, con manifesta contradizione, parlar; gli scrittori di una città antichissima, o almeno del suo primo preteso nome di Pesto, quando non v’hanno mai pensato.

  1. Strabone lib. 6. pag. 391.
  2. loc. cit. pag. 107.
  3. lib. 1. cap. 14.
  4. lib. 8. cap. 15. num. 17.
  5. Lælius, sive de Amic. cap. 4. n. 14.
  6. lib. 5. pag. 373. segg., lib. 6. p. 385.