Pagina:Storia delle arti del disegno III.djvu/87

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sull’Architettura degli Antichi. 69

Alle case de’ cittadini v’era al di sopra della porta una loggia in fuora, che gl’Italiani chiamano ringhiera, i Francesi balcon, e i Greci στηθαῖον1. In qualche tempio si teneva sospeso avanti la porta un grosso tendone tessuto, il quale nel tempio di Diana Efesina si tirava in alto2; all’opposto del tempio di Giove in Elide, nel quale si calava dall’alto al basso3. Durante l’estate sulle porte delle case si tirava un velo4.

§. 63. Le porte degli antichi non si giravano con bandelle sui gangheri; ma si moveano per di sotto nella soglia, e in cima nell’architrave su quelli, che noi chiamiamo cardini (cardines); parola, che non dà un’idea chiara della cosa: siccome un termine preciso, ed egualmente significante non si trova in alcuna lingua moderna5. L’imposta cardinale avea alle due estremità un’incavatura di bronzo incastratavi, alla quale era attaccata una punta, con cui s’inchiodava, e teneva stretta sul legno. Tale incassatura era ordinariamente di figura cilindrica; ma se ne trovano anche


del-


  1. Moschop. h. v. [ Dai Latini menianum, o mœnianum, come presso Vitruvio lib. 5. cap. 1., Ulpiano l. Prætor ait 2. §. Cum quidam 6. ff. Ne quid in loco publ., Giavoleno l. Malum 24.2. §. Inter 1. ff. De verbor. signif., Festo v. Mœnianum, e ivi Dacier. Quindi è nato il volgare mignano. Si diceva anche solarium, solajo. Ved. s. Isidoro Orig. l. 15. c. 5. Al dire di s. Girolamo Epist. 106. ad Sunniam, & Fretelam, oper. Tom. I. col. 661. solarium, e menianum si diceva anche il solajo, o terrazzo, che si faceva in cima alle case in vece del tetto, come si è detto qui avanti pag. 65. Ma però nel primo senso l’intende questo s. Dottore in Ezechiel. lib. 12. cap. 41. op. Tom. V. col. 504. A., il che non hanno capito gli annotatori; e dice, che dai Greci si chiamavaἐκθέτας, e ἐξώστρας, secondo la lezione di questi editori Veronesi.
  2. Il Buonarruoti Osserv. histor. sopra alc. medagl. ant. Tav. 1. n. 6. pag. 20. ha creduto di trovare qualche vestigio di questo velo, o tendone, in una medaglia di Adriano, ove è rappresentato questo tempio di Diana, o piuttosto la cappelletta, o tabernacolo di essa. Egli però dovea notare, che quel vestigio non si vede tirato in alto, come dice Pausania, che si tirasse; ma quasi fvolazzante da una parte. Un esempio di tendone cosi tirato in alto con tre fili, o cordoni, si ha nelle Pitt. d’Ercol. Tom. I. Tav. 11.
  3. Paus. lib. 5. cap. 12. pag. 405. in fine.
  4. V. Casaub. in Vopisc. pag. 225. B. [ Salmasio ibid. pag. 483. B. parlano amendue delle portiere, che si tenevano alle porte in ogni tempo, e di esse parla Seneca Ep. 80., e tanti altri scrittori citati da Salmasio, dal Casaubono, e dal Sagittario De Jan. vet. c. 24. Si chiamavano vela, e da esse le stanze, o anticamere, come diremmo al presente, si chiamavano prima, e seconda portiera, primum & secundum velum, come dice Anastasio nella vita di Papa Silverio sect. 101. Tom. iiI. pag. 273.; e vedasi anche ciò, che vi nota l’Altaserra intorno all’uso generale delle portiere.
  5. Nella lingua francese si ha quello di crapaudine, che forse Winkelmann ha ignorato. [ In Roma diciamo bilico. Se Winkelmann ha saputi questi termini non gli avrà creduti abbastanza significanti.