Pagina:Storia di Milano I.djvu/112

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per essere abolito, e una di queste fu sotto Carlo Magno, che aveva preso concerto col papa di uniformare al rito romano tutte le chiese de’ suoi dominj: e perciò in Milano allora si fece il possibile per ritirare tutti i libri ambrosiani. Certo Eugenio vescovo, non si sa di qual diocesi, ottenne, per riverenza al santo Istitutore, che non venisse abolito1. Fra le mutazioni accadute nel rito ambrosiano, vi è in parte quella del battesimo, che allora si eseguiva immergendo nel sacro fonte, non porzione del capo soltanto, ma tutto il corpo del neofito; e perciò eranvi due battisterj. Quello per le donne chiamavasi Santo Stefano alle fonti, ed era dove ora trovasi Santa Radegonda, ove stavano nel decimo secolo le vergini sacre a Dio di Vigelinda, che assistevano alle fanciulle nel loro battesimo: massimamente finchè durò il costume di non conferire comunemente quel sacramento a’ bambini, ma a’ fanciulli già dotati di qualche uso di ragione, come insegna il conte Giulini2. L’altro battisterio chiamavasi San Giovanni alle fonti, destinato per gli uomini; ed è tuttavia in piedi, sebbene mutato di forma. Ognuno può ravvisarlo al capo della chiesa di San Gottardo, nella Regia Ducal Corte, ed è quel fabbricato poligono in cui sta riposto l’altar maggiore; e quello è appunto l’antichissimo battisterio in cui probabilmente Sant’Agostino venne battezzato dal nostro santo arcivescovo Am-

  1. Landulph. Senior. lib. II, cap. 10. Rer. Italic. t. IV. - L'anno 1440 il cardinale Branda Castiglione, signore accreditatissimo, avendo sottratti i Rituali ambrosiani per introdurre il rito romano, corse pericolo di vita. Il popolo attorniò il suo palazzo; egli fu costretto gettare dalle finestre i libri ambrosiani, e finchè visse non s'arrischiò a porre mai pià il piede in Milano
  2. Tomo II, pag. 151