Pagina:Storia di Milano I.djvu/125

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capo quarto 101

cioè Cardinalis de ordine, dal che ne venne il vocabolo di Ordinario, nome che conservano tuttavia i Canonici maggiori della Metropolitana. Egli era allora custode della chiesa di Galliano, che era capo di Pieve in quel tempo. Cinque anni dopo che fu fatto arcivescovo, eresse uno spedale pe’ poveri al luogo ove trovavansi, non ha guari le monache Turchine, lo dotò di molti e vasti poderi proprj ("de nostris proprietatibus", come egli dice), e assegnò il fondo per mantenervi ad assisterlo e regolarlo dodici monaci, i quali dovessero osservare la regola di San Benedetto.1 Sanno gli eruditi che i monaci allora erano subordinati all’arcivescovo di Milano, come ogni altro ecclesiastico2, e che i monasteri per lo più avevano uno spedale vicino, in cui dai monaci si albergavano e nodrivano i poveri. Questo monastero era presso la Basilica di San Dionisio.

Morto Enrico Augusto senza figli nella Germania, fugli eletto per successore Corrado il Salico, duca di Franconia. I signori italiani invitati non comparvero in Germania, ma si radunarono in Pavia per passare alla elezione d'un re. Era tanto combattuta la dignità reale nell'Italia, che non potevansi mantenere senza una incessante forza; e perciò il re di Francia Roberto, il duca d'Aquitania Guglielmo, e qualche altro principe, cui venne offerta la corona italica, non vollero accettarla. Era il regno nuovamente nello stato d'una anarchia, quando l'arcivescovo Ariberto: suorum comparium declinans Heribertus consortium, invitis illis, ac repugnantibus adiit Germaniam, solus ipse Regem electurus Teutonicum; così ce lo rap-

  1. Il conte Giulini, tomo III, pag. 183.
  2. Detto, Tomo III, pag. 217.