Pagina:Storia di Milano I.djvu/206

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licebat; si quipiam paulo remotius sermones contulissent, continuo, novorum consiliorum suspecti, aere multabantur, aut fustibus caedebantur, quibus aerumnis indignati plurimi diversa exilia petere maluerunt, et perpetuo patriis finibus carere. La città di Lodi era fabbricata sopra di un fiumicello chiamato Silaro, fra l’Adda ed il Lambro: anche al dì d’oggi se ne vedono le vestigia al sito che si chiama Lodi Vecchio. La città di Lodi presentemente non dovrebbe più portare il nome di Pompeo, poichè deve la sua esistenza a Federico imperatore, che la fece fabbricare alle sponde dell’Adda, quattro miglia distante dalla città di Pompeo.

(1127) Dopo avere per tal modo rovinati i Lodigiani, ci siamo rivolti a danneggiare i Comaschi, i quali, col favore d’un paese montuoso, disputarono per alcuni anni, ma finalmente, superati dai Milanesi, videro la loro città e i sobborghi distrutti l’anno 1127. Co’ Pavesi parimenti si mosse la guerra; e nel 1132 ci riuscì di dar loro una rotta a Marcinago: ma la città loro, munita di antiche e solide fortificazioni, fu un ricovero sicuro per essi. Attaccammo briga coi Cremonesi, e nel 1137 c’impadronimmo del castello di Zenivolta, e femmo prigioniero il vescovo di Cremona Uberto, che era armato con l’usbergo come un Paladino, e, inanimando i suoi alla battaglia, si era spinto contro uno de’ nostri, e stava terminando di ammazzarlo. Tale era la strana condotta di una nascente Repubblica, che doveva saggiamente premunirsi contro le fondate pretensioni dell’Impero, collegandosi e rendendosi amiche le altre città. Questo