Pagina:Storia di Milano I.djvu/241

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et fideles, vos partecipes honoris et gaudiorum habeamus. Proxima siquidem die post conversionem S. Pauli, plenam victoriam de Crema nobis Deus contulit, sicque gloriose ex ipsa triumphavimus, quod tam miserae genti, quae in ea fuit, vitam concessimus. Leges enim tam divinae quam humanae summam semper clementiam in principe esse testantur.

(1159) Durante tutto l’anno 1159 e 1160 niente intraprese l’imperatore Federico direttamente contro di Milano; e si passò il tempo in varie zuffe, per lo più dai Milanesi provocate, e terminate con vario successo, ora felice, ed ora contrario. L’erudizione tutto raccoglie; la voce della storia racconta que’ soli fatti che meritano di essere conosciuti o per la relazione che ebbero cogli avvenimenti accaduti dappoi, ovvero per l’influenza che hanno a dimostrarci lo stato delle cose in quei tempi. Aspettava quell’Augusto nuovi soccorsi dalla Germania, e frattanto girava per la Lombardia convocando concilii, sostenendo papa Vittore, scomunicando i partigiani di papa Alessandro III, il quale scomunicava i fautori di Vittore. L’origine di questo scisma venne, perchè morto, nel 1159, Adriano IV, che nascostamente animava i Milanesi a resistere a Federico, i cardinali si divisero in due partiti: l’uno creò papa il cardinale Rolando, che poi fu chiamato Alessandro III; l’altro creò papa Ottaviano, cardinale di Santa Cecilia, col nome di Vittore III. Federico era del partito di Vittore; convocò in Pavia un concilio di cinquanta vescovi suoi sudditi o aderenti, al quale invitò i due pretendenti al papato. Vittore solo vi comparve, e fu dichiarato legittimo papa; e contemporaneamente in Anagni si tenne un concilio, con molti vescovi e cardinali, nel quale fu riconosciuto