Pagina:Storia di Milano I.djvu/547

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superiore a se stesso; l’altro era ancor giovine, focoso ed inesperto. Oltre ciò, passavano fra tutti e tre quelle rivalità che, tendendo a farsi reciprocamente scomparire, rovinavano il sovrano e lo Stato, del quale ad essi era consegnata la difesa. Presa Brescia, era da temersi che la guerra non s’avanzasse nel centro del dominio; e perciò dovette il duca richiamare le truppe dalla Romagna, e abbandonare per sempre Forlì, Imola e Faenza, che appena da due anni erano sue. (1427) Il conte Francesco Carmagnola diede una sconfitta ai ducali il giorno 11 ottobre 1427. Quasi tutti i generali del duca, e quasi tutti i suoi soldati rimasero prigionieri. Oltre i già nominati erano nell’esercito ducale altri generali, cioè il conte di Cunio Alberico da Barbiano, Cristoforo Lavello, Carlo Malatesta ed Angelo della Pergola; uomini che tutti avevano buon nome nella guerra. Conseguenza ne venne che Bergamo passò in potere de’ Veneziani l’anno 1428. Così Zanino Riccio fece perdere al duca ed a’ suoi successori non solo Vicenza e Verona, che si dovevano ricuperare, ma Brescia e Bergamo, e quasi tutta la terra ferma che possedette poi ed attualmente possede la repubblica di Venezia. Se il conte Carmagnola fosse