Pagina:Strada ferrata da Venezia a Milano (Recensione).djvu/23

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80 STRADA FERRATA

mentre diversamente non saprebhe vedersi perchè non si volesse anche esigere che un ingegnere bresciano facesse il progetto pel tronco di strada che attraversa quella provincia, e così si dica delle altre.

Queste considerazioni sono ancora più concludenti per la compilazione del primitivo progetto che per quella del successivo piano di esecuzione de’ lavori; imperciocchè fissata definitivamente la linea e tutte le sue pendenze riferite a capistabili irremovibili, stabiliti i passaggi di tutti i corsi di acqua, e i modi d’intersezione con tutte le strade, determinata insomma ogni norma e concretato il progetto, si potrebbe, così assolutamente ma non affatto vantaggiosamente volendo, dividere la compilazione del piano esecutivo in più tronchi; conservata sempre per altro all’ingegnere compilatore del progetto stesso quella direzione e sorveglianza suprema, senza della quale non è sperabile una compiuta riuscita.

Alla quale suprema direzione di un’opera tanto grandiosa, ed alla compilazione del qual progetto, è inutile poi d’avvertire quanto sarebbe in ogni rapporto per riuscir disadatto un ingegnere oltremontano od oltremarino, come qualche giornale si avvisò di suggerire. La mancanza di cognizioni topiche; l’assoluta necessità in cui esso per conseguenza si troverebbe d’intraprendere e di premettere studj speciali e particolarizzati in tale proposito; il conseguente perditempo; l’inscienza delle pratiche seguite ne’ nostri paesi per l’esecuzione de’ lavori stradali; forse la nessuna cognizione della lingua (difetto che in argomento affatto tecnico, e dove il bisogno di usare esattamente e speditamente de’ termini relativi parlando con gente anche rozza ricorre ad ogni istante, riuscirebbe oltremodo dannoso ed imbarazzante); tutto insomma servirebbe ad inspirare per le operazioni di questo ingegnere un grado minimo di fiducia, e tutto anzi concorrer dovrebbe a far ragionevolmente dubitare dell’esito.

Ciò per altro non riguarderebbe ancora che l’interesse.

Ma noi Italiani, non inferiori mai nè per altezza d’ingegno, nè per ardimentosi intraprendimenti di ogni maniera a nessuna delle altre nazioni, ed anzi assai spesso superiori a tutte, noi non vorremmo certo acconsentire come con poco patrio sentimento non arrossì di consigliarcelo recentemente un giornale, di ricevere neppure in questo caso, anzi di mendicare a qualunque condizione,