Pagina:Straparola - Le piacevoli notti I.djvu/125

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tua tagliente spada e con quella tu ne dia la morte, la qual noi più che ogni altra cosa desideriamo. E se questa grazia tu non ne vuoi fare, ti preghiamo almeno isconosciute a casa ne lasci ritornare, acciò che l’onor nostro salvo rimanga. Parendo a Filenio aver fatto assai, prese gli suoi panni: e, datili, ordinò che subito si rivestissero: e, rivestite che furono, per un uscio secreto fuori di casa le mandò; e così vergognate, senza esser d’alcuno conosciute, alle lor case ritornorono. Spogliatesi le loro vestimenta che indosso avevano, le posero nelli lor forcieri, e calidamente senza andar al letto si misero a lavorare. Finita la cena, i mariti ringraziorono lo scolare del buon accetto che fatto gli aveva, e, molto più, del piacere che avevano avuto in vedere i delicati corpi che di bellezza avanzavano il sole: e, preso da lui il combiato, si partirono ed a i loro alberghi ritornorono. Ritornati adunque i mariti a casa, trovorono le loro mogli che nelle loro camere presso il fuoco sedevano e cusivano. E perchè i panni, l’anella e le gioie da’ mariti vedute nella camera di Filenio li davano alquanta suspizione, acciò che niuno sospetto li rimanesse, ciascun di loro addimandò la sua donna, dove era stata quella sera, e dove erano le sue vestimenta. A i quali ciascheduna di loro arditamente rispose che di casa quella notte uscita non era: e, presa la chiave della cassa dove erano le robbe, li mostrò le vestimenta, l’anella e ciò che i mariti fatto gli avevano. Il che vedendo i mariti e non sapendosi che dire, rimasero cheti, raccontando minutamente alle loro donne tutto quello che gli era quella notte avenuto. Il che intendendo, le mogli fecero sembiante di non saper nulla; e, dopo che ebbero alquanto riso, si spogliorono e s’andorono a riposare.