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Pagina:Sul tipo de’ tetradrammi di Segesta.djvu/20

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con la numismatica selinuntina, e senza che gli saltasse agli occhi la inusitata e strana forma dell’epigrafe[1].

Ritornando ora al tipo della donna in atto di far libazione ad un’ara, mentre si deve tener conto di questa comunanza di tipi fra Erice e Segesta, non si è obbligati per questo ad ammettere che l’una città abbia copiato il tipo delle monete dell’altra. Egli è troppo ovvio nella numismatica antica che simili sacrifizj sien compiuti da personificazioni di città o di fiumi, o di fondatori di città, come nelle monete d’Imera, di Selinunte e di Crotone e negli altri esempj riuniti dal Raoul-Rochette nelle sue osservazioni sul tipo delle medaglie di Caulonia[2].

Se nel tipo imerese si è ravvisata da’ migliori numismatici la città stessa come era effigiata in una statua descrittaci da Cicerone (ipsa Himera in muliebrem figuram habitumque formata[3]), nulla ci vieterà di ricononoscere nel nuovo tetradrammo segestano, una personificazione della ninfa Egesta o della città stessa[4]; la quale

  1. In quella stessa tavola LXVI del Castelli accanto alla moneta onde è stato discorso, si trova un’altra notevole alterazione epigrafica che ha pure indotto in errore il sommo Eckhel (Doctr. I, 241) facendogli credere l’esistenza di una confederazione tra Selinunte e Siracusa. È una monetina di argento esistente allora nel Museo Lucchesiano, con una testa muliebre e l’iscrizione ΣΥΡΑ nel diritto, e un toro su di una spiga e l’epigrafe ΣΕΛΙΝΟΝΤΙΟΝ, nel rovescio. Mentre ora sappiamo da parecchi esemplari benissimo conservati che la prima iscrizione è ΕΥΝΟΜΙΑ e la seconda, ΓΕΛΩΙΩΝ, siccome può anche vedersi presso Millingen, Anc. coins. tav. II, n. 10, p. 29 seg. Un esemplare incompleto avea altra volta fatto cadere in errore questo accuratissimo archeologo, e leggendo ΕΥΒΟ il principio dell’iscrizione ΕΥΝΟΜΙΑ, l’avea attribuito ad un’Eubea di Sicilia, confederata con Gela. Médailles gr. inéd. tav. I. n. 22, p. 32.
  2. l. c. p. 1-48.
  3. In Verr. II, 35.
  4. Anche nella testa muliebre che forma il diritto de’ tetradrammi e delle altre monete segestane hanno ravvisato alcuni la ninfa Egesta (Raoul-Rochette, Mémm. pp. 176, 186 e passim; Creuzer l. c, III,