Pagina:Svevo - La coscienza di Zeno, Milano 1930.djvu/351

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stonata ed io dovetti supporre che anche il suo piccolo orecchio non fosse tanto perfetto come appariva.

Guido le domandò se conoscesse l’inglese, il francese o il tedesco. Egli le lasciava la scelta visto che noi ancora non sapevamo di quale lingua avremmo avuto bisogno. Carmen rispose che sapeva un po’ di tedesco, ma pochissimo.

Guido non prendeva mai alcuna decisione senza ragionare:

— Noi non abbiamo bisogno del tedesco perchè lo so molto bene io.

La signorina aspettava la parola decisiva che a me pareva fosse già stata detta e, per affrettarla, raccontò ch’essa nel nuovo impiego cercava anche la possibilità d’impratichirsi e che perciò si sarebbe contentata di un salario ben modesto.

Uno dei primi effetti della bellezza femminile su di un uomo è quello di levargli l’avarizia. Guido si strinse nelle spalle per significare che di cose tanto insignificanti non si occupava, le stabilì il salario ch’essa riconoscente accettò e le raccomandò con grande serietà di studiare la stenografia. Questa raccomandazione egli la fece solo per riguardo a me col quale s’era compromesso dichiarando che il primo impiegato ch’egli avrebbe assunto sarebbe stato uno stenografo perfetto.

Quella sera stessa raccontai del mio nuovo collega a mia moglie. Essa ne fu oltremodo spiacente. Senza ch’io gliel’avessi detto, essa pensò subito che Guido avesse assunta al suo servizio quella fanciulla per farsene un’amante. Io discussi con lei e, pur ammettendo che Guido si comportava un poco da innamorato, asserii ch’egli avrebbe potuto riaversi da quel colpo di fulmine