Pagina:Svevo - La coscienza di Zeno, Milano 1930.djvu/392

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ma è fatta così, col gozzo ad uno dei suoi capi e l’edema all’altro, e non c’è rimedio. In mezzo stanno coloro che hanno incipiente o gozzo o edema e su tutta la linea, in tutta l’umanità, la salute assoluta manca.

Anche ad Ada il gozzo mancava a quanto mi diceva Augusta, ma aveva tutti gli altri sintomi della malattia. Povera Ada! M’era apparsa come la figurazione della salute e dell’equilibrio, tanto che per lungo tempo avevo pensato avesse scelto il marito con lo stesso animo freddo col quale suo padre sceglieva la sua merce, ed ora era stata afferrata da una malattia che la trascinava a tutt’altro regime: Le perversioni psichiche! Ma io ammalai con lei di una malattia lieve, ma lunga. Per troppo tempo pensai a Basedow. Già credo che in qualunque punto dell’universo ci si stabilisca si finisce coll’inquinarsi. Bisogna moversi. La vita ha dei veleni, ma poi anche degli altri veleni che servono di contravveleni. Solo correndo si può sottrarsi ai primi e giovarsi degli altri.

La mia malattia fu un pensiero dominante, un sogno, e anche uno spavento. Deve aver avuto origine da un ragionamento: con la designazione di perversione si vuole intendere una deviazione dalla salute, quella specie di salute che ci accompagnò per un tratto della nostra vita. Ora sapevo che cosa fosse stata la salute da Ada. Non poteva la sua perversione portarla ad amare me, che da sana aveva respinto?

Io non so come questo terrore (o questa speranza) sia nato nel mio cervello!

Forse perchè la voce dolce e spezzata di Ada mi parve di amore quando s’indirizzò a me? La povera Ada s’era fatta ben brutta ed io non sapevo più desi-