Pagina:Tarchetti - Paolina, 1875.djvu/108

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di B. non fu qui che una sola volta dopo la vostra lontananza; egli mi chiese di voi e me ne parlò con tali parole che mi facevano conoscere abbastanza il suo pentimento: io gli confidai la sventura del vostro amoroso; un buon giovine, gli diss’io, un giovine eccellente, un operaio onesto ed attivo che non può aver fatto alcun male... Oh se voi poteste giovargli! Il marchese si mostrò pronto a darvi, come diceva egli, una riparazione dei vecchi suoi torti, e mi assicurò che una sola sua parola avrebbe bastato a trarlo dal carcere, ove le cose fossero realmente accadute qual’io gliele aveva raccontate.

— Ah! vi giuro, esclamò Paolina giungendo le sue mani e facendo atto d’inginocchiarsi, vi giuro che Luigi è innocente; egli fu provocato, barbaramente provocato.... Oh salvatelo, mia buona signora, io vi sarò riconoscente per tutta la vita.

— Rialzatevi, Paolina, che fate? aveva detto madama rallegrandosi internamente della commozione della giovine. Dio buono! oh se fosse in mio potere il salvarlo! E l’ho tentato, ma tardi: mentre stava per recarmi da voi allo scopo di farvi conoscere questo disegno, intesi che il marchese era partito non so per dove, a raccogliere l’eredità di sua madre, e doveva rimanere lontano gran tempo.

Paolina scosse la testa con espressione profonda di rammarico.

— Ma ora preparatevi a sentire qualche cosa di meglio, continuò madama, osservando con compiacenza l’agitazione della fanciulla. Si tratta nientemeno che di fare oggi.... do-