Pagina:Tarchetti - Paolina, 1875.djvu/16

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L’alloggio e il laboratorio di madama Gioconda, negoziante di cappelli, di camicie e d’ogni articolo di moda, occupavano tutto il primo piano d’un bel palazzo nella via di S. Andrea.

Le sue undici allieve erano raccolte intorno ad un ampio tavolino da lavoro, in una sala elegante e vastissima: e se avessi a farne una descrizione minuziosa, direi che la tappezzeria era d’un bel verde oltremare, il soffitto dipinto a fresco con uno sfondo molto verosimile, e alcuni angeli che si contendevano un paniere di fiori; le cortine delle due finestre prospicienti il cortile, di seta rosea e azzurra alternate, aperte abbastanza da potersi scorgere tutta abbarbicata alle aste del balcone una passiflora fiorita, e in una gabbia verde e pulitissima il pappagallo parlante di madama Gioconda: ma le undici cucitrici meritano tutta la nostra attenzione.

Come diceva il povero Yorick del suo domestico, pareva che la natura, senza la spesa d’un soldo, avesse dato loro un viso piacevole ed un umore allegro e vivace, senza la perniciosa abitudine della riflessione; erano undici volti che sotto un cappello di trine, e in un cocchio tirato da due