Pagina:Tartufari - Il miracolo, Roma, Romagna, 1909.djvu/94

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— Ma si vede che qualche ramo ignorato dava frutti ancora, perchè esiste un atto notarile del 1765 in cui si parla di un Corrado Monaldeschi, a proposito di un acquisto di terreni fatto qui nel nostro comune. Senza dubbio da questo ramo è disceso Ermanno Monaldeschi, rifugiatosi in Orvieto durante i movimenti rivoluzionari del 1849, e nonno del nobile Gentile Monaldeschi, il compianto consorte della signora Vanna, la quale nasce Montemarte, altra casata celebre nelle storie orvietane del medioevo.

— La chiameremo allora monna Vanna - lo straniero disse, aprendo alla sonorità di una schietta risata la bocca fresca e carnosa tra i baffi biondi, arricciati a punta.

Bindo Ranieri rise anche lui, da uomo istruito, in grado di gustare la preziosità letteraria dell'allusione, e riprese, tripudiante per la gioia di sciorinare alla luce del sole la sua molta erudizione:

— Come lei, certamente, avrà letto, ci furono lotte feroci tra la casata dei Filippeschi ghibellini e la casata guelfa dei Monaldeschi. Anche Dante lo dice nel Purgatorio - e, dovere sacrosanto ch'egli non tradiva mai, per nessuna ragione al mondo, declamò con enfasi a voce spiegata:

Vieni a veder Montecchi e Cappelletti, Monaldi e Filippeschi, uom senza cura, Color già tristi, e costor con sospetti.

— Già, già, sicuramente - lo straniero disse, alzandosi in piedi spazientito.