Pagina:Teotochi - Opere di Canova.djvu/71

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DANZA

DEI

FIGLI D’ALCINOO

RE DEI FEACI




basso rilievo in gesso


XVII.

Terminata la guerra di Troja, e i non volontarj suoi amori nell’isola dell’immortale Calipso, Ulisse ritornando alla Patria, a Penelope, al figlio, fu dall’implacabile ira di Nettuno con forte tempesta gettato naufrago nella Feacia, terra di pingui ulivi ubertosa, e di odorosi cedri non meno che di feraci e peregrini ingegni. Era allora quell’isola signoreggiata dal fortunato Alcinoo, Re, disse Omero, e Canova scolpillo, a Dio simile. Fra i molti e bei passatempi usati in quell’epoca, ove la santa ospitalità era altrettanto dolce a riceversi, quanto era dolce ad accordarsi, il Re volle spettatore il regale Ospite suo del giuoco della palla e della danza di due giovinetti suoi figli, Alio e Laodamante. Si vede già terminato il primo dalla palla che giace a terra, ed è il cominciar