Pagina:Teotochi - Opere di Canova.djvu/80

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I DUE

PUGILLATORI




gruppo in marmo


XX.

E fia vero che i Greci, a cui la clemenza di un cielo di limpida luce adorno, e la soavità dell’aria che respiravano, e la natura tutta ed in tutto felice da cui erano circondati e nutriti, a cui le sante leggi e i costumi tante e sì preziose usanze dettavano; e fia vero, io dico, che i Greci si dilettassero pure di barbare costumanze e crudeli? E tanto è dunque propria dell’uomo l’umiliante possanza di rendersi la crudeltà familiare? A chi non è noto l’inumano piacere della Grecia intera pei giucchi sanguinar] della Lotta, del Pancrazio, e del più crudele di tutti, del Pugilato? Era questo il più crudele, perchè quello solo era vinto che di esserlo confessava; nè confessavanlo mai quegli orgogliosi Atleti fino a che un’ombra di forza reggere poteva le spossate lor membra. Quindi è che leggi severissime privavano