Pagina:Tesoro letterario di Ercolano, ossia, la reale officina dei papiri ercolanesi.djvu/10

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2 tesoro letterario di ercolano

l’altezza di un uomo, lungo le mura di una stanza da studio, ed in mezzo ancora sorgeva altro armadio, capace di ricevere i libri da ogni parte. Furono essi conservati dal Vesuvio, il quale avendo ricoperta la stanza a volta colle sue lave di fuoco a’ 23 novembre del 79 di G. C. fece sì, che fossero carbonizzati gli oggetti in essa esistenti, e per tal modo conservati alle inchieste dei posteri, dopo classi meglio che XVII secoli, e dopo 19 eruzioni di questo terribile Vulcano a contare dall’anno 79 al 1737.

Era riserbato a CARLO III. Re delle due Sicilie (cui ogni lode è ben poca cosa) la gloria di chiamare nel nostro paese il Mondo tutto incivilito ad ammirare il maestoso spettacolo non ancora veduto di Città diseppellite, e di preziosi monumenti, quali certamente son da reputarsi i papiri Ercolanesi.

Sebbene difficilissimo sembrasse, e quasi impossibile, lo svolgere tai carbonizzati volumi; pure l’animo grande di Carlo III. non si smagò, e non risparmiando cura, e spese, vinse ogni ostacolo. E però furono essi svolti con massima industria e travaglio dall’ingegnoso Pad. delle Scuole pie Antonio Piaggi, Scrittore della Biblioteca Vaticana, richiesto al Som: Pont: Benedetto XIV. (di s. m.). Ma mentre con alacrità progrediva una tant’opera, il sempre augusto CARLO III. venne chiamato a regolare i destini delle Spagne, e per alcuni anni venne interrotto il lavoro di srotolare questi papiri, scritti gia da circa mille e settecento anni.

Seguendo le orme paterne FERDINANDO I., e sollecito della gloria dell’augusto Genitore, venne ad associarvi anche la propria, esempio magnanimo imitato dal Re FRANCESCO I. e continuato dal munifico e piissimo FERDINANDO II. nostro amato Sovrano (D. G.).

Vengono essi conservati in questa Reale Officina dei Papiri Ercolanesi, appartenente alla Real Casa di Sua Maestà il Re N. S., affidata degnamente all’ottimo Signor Principe di Bisignano l’Eccellentissimo D. Pierantonio Sanseverino.

Dei suddetti papiri 1790

Gli svolti interamente, sono finora 376
— provati per lo svolgimento 275
— restano a svolgersi 1111
Tutti formano la cifra di papiri 1762

A questi 1762 aggiungansi altri 28 donati dalla nostra Real Corte alla Francia (N.° 8.), ed all’Inghilterra (N.° 20.), formano così il totale de’ Papiri 1790. È da notarsi però, che tra questi ultimi 20 papiri due soli erano svolti, e che si vedono pubblicati nel tom. II dei volumi Ercolanesi col titolo Di Epicuro intorno alla natura lib. II e lib. XI.